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sabato 28 gennaio 2023

A come Alici - Alici in Tortiera - Campania - Italia


Alici in tortiera

E si ricomincia a viaggiare, finalmente. Rispolvero la mia valigia e mi appresto a raggiungere il gruppo di viaggiatrici + uno, più intraprendenti e anche un po' folli che io conosca!!! Che dire, la nuova avventura proposta sempre da lei, la #GrandeCapaEloisaaliasAiulik non può lasciarmi indifferente. Tutto ruota, come sempre, intorno alla nostra grande passione per la cucina e i viaggi e questa volta il nostro Abbecedario diventa Calendario.

                         

Per la A della nostra nuova raccolta ho scelto le Alici  per realizzare una ricetta tradizionale della mia terra, la Campania: Alici in tortiera. Come tutte le ricette tradizionali ne esistono diverse varianti, io ho qui  realizzato quella che mia madre era solita preparare, e ho utilizzato le alici di Cetara, piccolo borgo marinaro della Costiera Amalfitana, fiore all'occhiello per la pesca, la lavorazione e la conservazione delle alici.


Alici in tortiera

Alici in tortiera

Ingredienti per 4
1 kg di alici freschissime
1 spicchio di aglio
un mazzetto di prezzemolo
mollica di pane secco
sale
olio extravergine di oliva
aceto di vino rosso


Preparazione
Iniziate pulendo le alici. Evisceratele e poi eliminate la lisca centrale tentando di lasciarle intere. Lavatele bene e poi tamponate con della carta da cucina. In una padella larga fate un generoso giro di olio extravergine di oliva e cominciate a disporre in modo ordinato i vostri filetti di alice. Aggiungete nell'ordine: sale, aglio tagliuzzato, prezzemolo tritato e mollica di pane. Fate un secondo strato seguendo lo stesso ordine di disposizione degli ingredienti. Terminate con la mollica di pane. Ponete su fuoco medio la padella e iniziate a cuocere le vostre alici. Non sarà necessaria una cottura lunga, abitualmente a me bastano circa 20 minuti. Quando vedrete che il sugo inizia a restringersi spruzzate le alici di aceto rosso (circa un paio di cucchiai) e fate evaporare. Mia mamma faceva in modo che si formasse una leggera crosticina alla base delle alici, e poi spegneva il fuoco e copriva con un coperchio.
Così ho fatto io! e, come sempre, mi succede che quando cucino qualcosa che preparava lei rivedo in modo nitido le sue mani affusolate ed eleganti che si muovono tra gli elementi, facendone emergere sempre la bellezza.

Alici in tortiera


Se siete curiosi, se vi piace mangiare e se vi piace viaggiare, unitevi alla carovana più pazza del mondo!!!! ci troverete qui:
























martedì 28 aprile 2015

Torta di tonno e sbarco a Juan Carlos Base.....Antartide!!!!!

Torta di tonno, ricetta di famiglia

Cosa credevate voi....che non saremmo arrivati pure qui????? La carovana dell'Abbecedario Culinario Mondiale non si ferma neanche davanti ai ghiacci perenni dell'Antartide!!!! E state pur tranquilli che anche qui si mangia :))) almeno dalle notizie che manda la nostra esploratrice Brii che ospita questa fresca....oserei dire fredda tappa dell'Abbecedario. 


Siamo nella base estiva di Juan Carlos (estiva????) dove abbiamo iniziato a scoprire che qui si mangia, e anche bene, nonostante l'ovvia penuria di materie prime. Non possiamo assaggiare la cucina locale, ma ci possiamo sbizzarrire con la nostra, magari inviando proposte di menu' agli chef che curano l'alimentazione degli studiosi che albergano nelle basi in Antartide. Si perché il compito per questa tappa è di sbizzarirci con la nostra fantasia e "abilità" nel preparare succulenti e calorici piatti utilizzando preferibilmente ingredienti "non freschi"....insomma quelli che quando ci prende la frenesia di rimpinguire la dispensa, compriamo in quantità industriali affidandoci alle date di scadenza delle confezioni. E allora, pensa che ti ripensa, la lampadina si è accesa illuminando i miei neuroni e mi sono detta "Perché no? siamo in una base spagnola, questa ricetta me l'ha insegnata Mechita  (mia suocera) uruguayana, ma di discendenza castillana e allora si!!! vada per la "tarta de atún" la torta di tonno. Calorica, gustosa e, requisito principale, senza 1 ingrediente fresco! 

Torta di Tonno
(Tarta de An)

Torta di tonno, ricetta di famiglia

Ingredienti per una teglia di 28 cm

Per l'involucro di pasta "mezza sfoglia"
350 gr di farina 00
350 gr di burro freddissimo 
acqua ghiacciata q.b.
un pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito in polvere senza aroma
Per il ripieno
2 latte di pelati da 400 gr
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio evo
100 gr di olive verdi snocciolate
2 latte di tonno sott'oli da 180 gr
4 uova sode + 2 crude
pangrattato
1 manciata di capperi
origano e basilico secchi
pepe bianco macinato al momento



Preparazione
Preparare la "mezza sfoglia" così come spiegato qui avendo l'accortezza di usare burro e acqua freddissimi (ma in Antartide non è un problema mantenere "al fresco" gli alimenti!) Aggiungete alla farina un cucchiaino di lievito, mescolando bene. E' un piccolo trucco per aiutare la sfoglia a "sfogliare" meglio :)  Dopo aver effettuato almeno tre "giri" di lavorazione riponete di nuovo al freddo il panetto di pasta e preparate il ripieno.
In un tegame mettere l'olio e lo spicchio d'aglio mondato, fatelo imbiondire dolcemente, aggiungete i pelati, schiacciandoli grossolanamente con una forchetta, salate, aggiungete origano e basilico secchi e lasciate cuocere a fuoco vivace finché il sugo non si riduce e perde tutta l'acqua. Mentre raffredda, sbucciate le uova sode e schiacciate anch'esse grossolanamente con una forchetta. Aggiungete il tonno perfettamente scolato dall'olio e sbriciolato, le olive verdi tagliuzzate, i capperi lavati e asciugati, il sugo di pomodoro. Lavorate il composto sempre con una forchetta, aggiungendo 3-4 manciate di pan grattato e due uova intere. Mescolate bene, aggiustate di sale se necessario, spolverizzate di pepe. Foderate una tortiera da 28 cm con 3/4 di pasta, stendendo la sfoglia ad uno spessore di 1/2 cm. Bucherellate tutta la sfoglia riempitela con il ripieno e chiudete con un disco di pasta sigillando bene i bordi. Spennellate leggermente con un po' di bianco d'uovo e infornate la torta nel forno caldo a 200°. Fate cuocere per circa 45 minuti finché la pasta sfoglia non abbia preso un bel colore dorato. Sfornate e gustatela tiepida, ma anche fredda, manco a dirlo!!! è davvero buona.

Torta di tonno, ricetta di famiglia




sabato 13 settembre 2014

Sopa de calamares y hongos

Sopa de calamares y hongos: zuppa di calamari e funghi

Penso di aver provato questo piatto circa 25 anni fa, quando Mecha (contrazione di Maria Mercedes, mia suocera) me lo ha preparato per la prima volta. La osservavo pulire meticolosamente i calamari, privandoli di tutta la pellicina "porque deben ser limpios muy bien" mi diceva e io ammiravo le sue mani sottili districarsi con abilità nel mantello per estrarre la penna di cartilagine e tutte le interiora.....non ne rompeva uno!!!! Mia suocera era estremamente precisina in cucina, ma era uno spettacolo vederla all'opera....niente a che vedere con me che sono confusionaria, e anche piuttosto disordinata!!!! Lei no, leggera ed elegante, si muoveva in cucina come se fosse in salotto a degustare il suo quotidiano "tè delle 5" con le amiche e il suo servizio di porcellana Bone China......A volte mi manca il suo "aristocratico bon ton" che, benché un po' fuori tempo e motivo qualche volta di discussione, era affascinante e divertente, anche perché unito al suo spiccato senso dell'umorismo. Condivido con voi questa ricetta che ho imparato da lei e che non so di che origine sia, probabilmente spagnola.  

Sopa de calamares y hongos
Zuppa di calamari e funghi
Sopa de calamares y hongos: zuppa di calamari e funghi
Ingredienti per 4 persone
1 kg di calamari freschissimi
750 gr di pelati
50 gr di ottimi funghi porcini secchi
1 piccola cipolla
1 spicchi di aglio
sale, pepe
1 ciuffo di prezzemolo
fette di pane vecchio 
olio evo
Calamari e funghi porcini secchi della Sila

Preparazione
Pulire molto bene i calamari, privandoli delle interiora e della pelle esterna, tagliarli ad anelli, conservando intatti i tentacoli. Tagliare a pezzetti piccoli i funghi secchi, ricoprirli di acqua bollente (circa 300 cc di acqua) e lasciarli riposare. In una casseruola a fondo pesante fare un discreto giro di olio evo e aggiungere la cipolla finemente tritata e l'aglio. Lasciar dorare dolcemente e aggiungere quindi i pelati. Far andare il sugo a fuoco medio per una decina di minuti e aggiungere i calamari. Salare, coprire con un coperchio, abbassare il fuoco e far sobollire per circa 20 minuti. A questo punto aggiungere i funghi prelevati dall'acqua, girare la zuppa e andare aggiungendo l'acqua di macerazione dei funghi di volta in volta, durante la cottura fino a terminarla tutta. La zuppa dovrà cuocere a fuoco lento, fintanto che i calamari non saranno teneri teneri (circa 1 ora e 30 minuti) e il sugo ridotto di circa 1/3. Se durante la cottura tende ad attaccarsi al fondo, aggiungere altra acqua. Assaggiare, aggiustare di sale, pepare a gusto e cospargere di prezzemolo tritato. Servire in ciotole di coccio accompagnando con crostoni di pane vecchio abbrustolito e strofinato di aglio. 

Sopa de calamares y hongos: zuppa di calamari e funghi

domenica 13 luglio 2014

Checcoce cace e ova.....a volte ritornano!!!!

"Checcoce cace e ova" ricetta di origine molisana

Eh si, a volte ritornano i ricordi e questo piatto me ne fa ritornare proprio tanti......chiudo gli occhi e mi vedo nella cucina di  nonna Malvina, a Salerno, un po' di anni fa....io e Mena, sempre lei quella del Tortino Cucu', alle prese con gli zucchini, i pomodori e le uova....le forchette ustionanti che arrostivano in modo poco ortodosso gli onnipresenti würstel!!!! Si preparava, noi due sempre insieme,  l'ennesima cenetta con i compagni di università....Mia nonna, donna riservata e schiva chissà come aveva ceduto dandomi il permesso di invitarli a cena. La scusa era sempre la stessa "Siamo sotto esame nonna, dobbiamo studiare e ci mangiamo qualcosa insieme" e nonna alla fine si divertiva con noi. Poi come buona usanza  anni fa, i ragazzi lasciavano casa (a volte) e noi ragazze tiravamo avanti fino a notte inoltrata, studiando, ridendo e condividendo la vita. Questo era uno dei piatti più gettonati: veloce, gustoso e prima di tutto economico. L'avevo imparato da zia Wanda, la sorella di mamma, ed è un piatto povero della cucina molisana, cucina che mi è molto familiare visto che  una parte delle mie radici viene proprio dal Molise. E di questi periodi con l'orto pieno di zucchini come faccio a non prepararlo????

"Checcoce, cace e ova"
ovvero
 Zucchini, cacio e uova
"Checcoce cace e ova" ovvero Zucchini, cacio e uova

Ingredienti per 4 persone
1 kg di zucchini non troppo grandi
circa 400 gr di pomodorini pachino o datterino
4 uova
pecorino poco stagionato
1 ciuffo di prezzemolo
foglie di basilico a gusto (io ne metto tanto)
1 spicchio d'aglio
sale e pepe nero
olio evo 

"Checcoce cace e ova" ovvero Zucchini, cacio e uova

Preparazione
Lavate bene gli zucchini, tagliateli a cubetti piccoli e procedete nello stesso modo per i pomodori. In un tegame fate un bel giro d'olio evo, adagiate l'aglio mondato e lasciate soffriggere dolcemente e quando è dorato versate dentro gli zucchini. Lasciate cuocere a fuoco vivace rigirando spesso per una decina di minuti. Abbassate quindi la fiamma, se necessario aggiungete un pochino d'acqua, incoperchiate e lasciate cucinare gli zucchini per un quarto d'ora. Passato questo tempo aggiungete i pomodorini, il sale, il prezzemolo tritato, il basilico spezzettato il pepe macinato al momento e, dopo aver alzato la fiamma, fate cuocere per altri 10 minuti o finché gli zucchini non saranno cotti, ma al dente. Levate il tegame dal fuoco, e preparate le uova. Sgusciatele in una ciotola, salatele poco, aggiungete abbondante pecorino grattugiato e sbattetele leggermente con la forchetta. Aggiungete il composto di uova agli zucchini, rimettete sul fuoco e fate addensare le uova. Servite caldo con un'abbondante grattugiata di pecorino. 

"Checcoce cace e ova"  Zucchini, cacio e uova

giovedì 3 luglio 2014

La scapece di mamma, ma con la 'nduja

Tortiglioni alla scapece e 'nduja

Tempo di zucchini a CasaTenore! ma anche fagiolini, fagioli,  insalate, e cominciano a spuntare le prime melanzane. E' un piacere uscire a prima mattina e raccogliere quello che la terra ci regala e in tempo di crisi mi ritengo molto fortunata e privilegiata :) a parte il risparmio, vuoi mettere il sapore della verdura e degli ortaggi appena colti??? Ieri ho raccolto zucchini e fagiolini....i fagiolini li preparo stasera all'insalata e pieni di erbe aromatiche, gli zucchini li ho usati per fare questa ricettina che mi stuzzicava da un po' e devo dire che il risultato non è male, specialmente se siete amanti della cucina piccante. 
Anche questa ricetta si ispira alla cucina di casa, quella che faceva mamma in particolare alla ricetta degli zucchini alla scapece, e quando mi  capita di cucinare qualcosa che cucinava lei, mi ritrovo ad osservarmi con occhi distanti, come a ricercare quei gesti lontani, quelle movenze leggere, quelle pause sospese,  di un tempo che non è più ma che continua a pervadere la mia vita, emanando sfumature di nostalgia e il profumo inebriante delle radici. 

Tortiglioni alla scapece e 'nduja
Tortiglioni alla scapece e 'nduja

Ingredienti per 4
4-5 zucchini medi
1 spicchio d'aglio
aceto balsamico 3-4 cucchiai
foglie di menta fresca a gusto
1 cucchiaino di 'nduja
olio evo
parmigiano grattugiato
400 gr di tortiglioni

Tortiglioni alla scapece e 'nduja

Preparazione

Iniziate preparando gli zucchini alla scapece. Lavate gli zucchini e tagliateli a rondelle sottili. In una capace padella versate 2-3 giri abbondanti  d'olio evo, fate riscaldare bene e friggete gli zucchini, in 3-4 volte, tirandoli fuori ben dorati, e mettendoli a sgocciolare su carta assorbente. Una volta finita la frittura degli zucchini eliminate una metà dell'olio utilizzato per friggere, sbucciate lo spicchio d'aglio, schiacciatelo e versatelo nell'olio rimasto insieme alla 'nduja. Fate sciogliere la 'nduja dolcemente, aggiungete la menta spezzettata e l'aceto balsamico e lasciate evaporare dolcemente, alla fine rimettete in padella gli zucchini e salate. Lasciate insaporire gli zucchini nel condimento alla 'nduja per 5-6 minuti, spegnete e tenete da parte. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente, rimettetela in pentola e spolverizzatela con un'abbondante manciata di parmigiano grattugiato. Lasciate mantecare su fuoco dolce  aggiungendo gli zucchini alla scapece e 'nduja. Servire nei piatti con una spolverizzata di parmigiano grattugiato e foglioline di menta.

Tortiglioni alla scapece e 'nduja


lunedì 14 aprile 2014

Polpette...quelle di mamma

Polpette al forno, ricetta di famiglia

Post veloce, come velocemente si rincorrono tutti i ricordi legati a questo piatto....quando Caterina ed Eduardo hanno visto queste foto immediatamente hanno detto "Uhhhhhh le polpette di nonna!!!" ecco.....talmente è stampato nelle loro menti il ricordo di questo piatto che penso le riconoscerebbero tra mille :) e allora senza troppo crogiolarmi nelle nostalgiche emozioni che questo piatto evoca ve lo racconto velocemente, così com'è veloce la sua realizzazione.....mamma era 'n'artista in fatto di cucina veloce veloce.....ma sempre gustosa!!!! questa ricetta non ricordo bene se lei l'avesse adottata dal pacchetto di ricette provenienti dalla famiglia di papà oppure se invece fosse una di quelle in dote dalla sua famiglia di origine......non è importante anche perchè è a pieno titolo una delle ricette "di famiglia". E ricordandola insieme con mia sorella Caterina, lei mi ha raccontato uno dei piccoli "trucchi" che mio padre utilizzava per aromatizzare la carne delle polpette......ve lo svelerò raccontandovi la ricetta :)

Polpette al forno
Polpette al forno, ricetta di famiglia

Ingredienti
1 kg di ottima carne macinata di vitello
sale 
2 spicchi d'aglio
2 + 3 cucchiai olio evo
2 rametti di rosmarino fresco
un ciuffo di prezzemolo
pane raffermo

Polpette al forno, ricetta di famiglia

Preparazione
In una insalatiera mescolare la carne con il sale, l'aglio, il prezzemolo e il rosmarino ben tritati, e due cucchiai d'olio evo. Mescolare sino ad avere un composto omogeneo, assaggiare per capire se è ben salato il composto e procedere alla formatura delle polpette, che devono essere ovali e lunghe circa 4-5 cm. Tagliare il pane raffermo in pezzetti di circa 4-5 cm di lunghezza e sistemare, in una teglia da forno oliata con i restanti 3 cucchiai di olio evo, alternando un pezzo di pane e una polpetta, pane, polpetta sino a terminare la fila con un pezzo di pane. Una volta riempita la teglia, infornare in forno caldo a 190° per circa 50 min. o finché le polpette siano ben colorite. 
Se non amate l'aglio a pezzettini, anche se piccoli, allora procedete col trucco di papà : mettete a macerare in 1/2 bicchiere di vino rosso i due spicchi d'aglio schiacciati. Lasciateli almeno una ora abbondante a scaricare il loro aroma e poi utilizzate il vino rosso per impastare la carne :) Da mangiare calde, ma pure fredde per noi so' 'na delizia!!!!!

Polpette al forno, ricetta di famiglia



mercoledì 5 marzo 2014

Pollo alla cacciatora, come lo faceva mamma

Vi capita che, all'improvviso, un'immagine, la memoria di  un odore particolare, o di un sapore facciano "capolino" nella vostra coscienza e immediatamente la polvere che si deposita sui ricordi, col passare degli anni, viene spazzata via velocemente?.... e quel baule pieno di ricordi, esperienze vissute, cose imparate nel corso di una vita, nascosto in un angolino della nostra mente, si riapra mostrandoci il patrimonio immenso della nostra storia passata?....ecco è quello che mi succede ogni tanto, quando mi ritornano alla mente le ricette di casa mia. Associo immagini, odori e sapori a momenti di vita quotidiana, ai gesti di mia madre, alla voce di mio padre, alle sensazioni di allegria o di nervosismo, alla gioia o all'angoscia, al dolore o alla felicità. E' come se il cibo, nella mia vita, avesse svolto quel compito di  "rinforzo positivo" che impedisce al tempo di esercitare l'oblio.....forse perché attraverso il cibo mia madre e mio padre non  mi hanno solo nutrita, ma si sono presi "cura" di me. E questa è una di quelle ricette che mi porta prepotentemente davanti agli occhi l'immagine di mia madre, alle prese con il pranzo da preparare per noi figli prima di correre a scuola, nel pomeriggio, a causa dei doppi-turni di quell'anno....La vedo che cucina, apparecchia la tavola, poi velocemente fa un salto nel bagno a rassettarsi con un velo di trucco sui suoi occhi smeraldo, pronta ad uscire ad affrontare la sua "classe differenziale" con tutto l'amore che era capace di  regalare.....

Pollo alla cacciatora
Pollo alla cacciatora

Ingredienti per 4 persone
1 kg di pollo tagliato a pezzi
1 spicchio d'aglio
2 rametti di rosmarino
1 foglia di alloro
7-8 bacche di ginepro
olio evo 4 cucchiai
3-4 cucchiai di buona passata di pomodoro
(meglio se fosse "conserva" di pomodoro)
aceto bianco 
acqua
sale a gusto
1/2 bicchiere di vino rosso

Pollo alla cacciatora

Preparazione
Lavate il pollo, eliminate eventuali piume ancora rimaste sulla pelle, adagiatelo in un tegame, copritelo sino a metà di acqua, aggiungete un paio di cucchiai di aceto bianco e mettetelo sul fuoco. Quando l'acqua inizia a bollire, lasciatelo andare per 5 minuti poi gettate l'acqua. Ripetete questa operazione un'altra volta. Servirà ad eliminare il grasso in eccesso del pollo e  i residui di sangue, ammorbidendolo e regalandogli un leggerissimo aroma di aceto. Nello stesso tegame utilizzato per "purificare" il pollo, dopo aver eliminato l'acqua di cottura, versate l'olio, aggiungete l'aglio "vestito", il rosmarino, l'alloro e il ginepro. Fate scaldare sul fuoco il tegame con l'olio e quando è caldo adagiatevi i pezzi di pollo, che farete rosolare dolcemente. Quando i pezzi di pollo saranno dorati, sfumate con del buon vino rosso, circa 1/2 bicchiere abbondante, lasciate evaporare e quando comincia di nuovo a s"sfriggere" girate i pezzi in modo da farli ulteriormente "colorare". A questo punto aggiungete la passata di pomodoro, il sale e un bicchiere colmo di acqua. Lasciate sobollire dolcemente, aggiungendo acqua se notate che il sughetto tende a restringersi troppo e il pollo non è ancora cotto. Spegnete quando il sugo e sufficientemente "ristretto", quasi cremoso, e il pollo ben cotto (la carne deve essere morbidissima e staccarsi facilmente dalle ossa). 


Pollo alla cacciatora










sabato 25 gennaio 2014

Pizz' e granone, vruoccole e sasicchia = radici

Chi mi segue sa che molte delle ricette che racconto fanno parte della mia storia e questa è una di quelle. La pizza di granone, che dalle nostre parti è un alimento molto comune e antico, la faceva mio nonno Luigi proprio qui, nella casa dove vivo, a Mercato San Severino. Lo ricordo nella cucina di casa, davanti al fornello a legna, con la sua padella rigorosamente di ferro, dove tostava lentamente la polenta preparata precedentemente. Si perché nella cucina i nonni avevano, oltre a una normale cucina a gas, la cara "cucina economica"....qualcuno le ricorda? Negli anni '60 erano molto comuni anche negli appartamenti di città. Un aggeggio multifunzione:) ci si cucinava, si manteneva l'acqua calda, e ci si riscaldavano gli ambienti......una potenza!!!! Per un po' l'ho usata anche io, ma poi, dopo aver ristrutturato la vecchia cara casa dopo il terremoto, la cucina economica è andata in pensione. E' rimasta però intonsa, bellissima la vecchia cucina in muratura a legna....la guardo spesso ma non la uso mai!!!!!!!!!!!!!!! Si lo so, è quasi da criminale.....ma prima o poi mi cimento!!!!! Tornando a mio nonno, anche lui era amante della cucina, e spessissimo, come da abitudini del luogo, preparava questa pizza fatta con farina di granone a grana grossa. Ci si preparava una polenta che poi veniva cotta molto lentamente, fino a tostarla, in una padella di ferro unta con un filino d'olio d'oliva. Mio nonno la faceva proprio così e ci accompagnava i "friarielli" che nella nostra zona sono i broccoli di rapa, quelli amari amari, oppure la usava a mo' di pane per accompagnare il ragu'. Da questa ricetta ha preso vita, con la generazione successiva nella persona di mia zia Nelly questa pizza di una bontà unica, che mescola polenta, broccoli e salsiccia secca piccante in un unico composto che viene fatto cuocere nel forno caldo, fino ad avere una crosticina croccante in superficie. Non serve molto, è un piatto assolutamente "povero".....d'obbligo però l'uso di una farina di granone a grana grossa, broccoli di rapa freschissimi e amari amari, e una salsiccia secca piccante ben stagionata.  Un forno a legna sarebbe l'ideale....in mancanza accontentatevi del vostro :)

Pizz' e granone, vruoccole e sasicchia

Ingredienti per 6 persone
1/2 kg di farina gialla bramata a grana grossa
2 lt di acqua
sale
1 kg di broccoli di rapa (cime di rapa) puliti
250 gr di salsiccia secca piccante di Picerno e tipo "Napoli" piccante
olio evo
1 spicchio d'aglio mondato
peperoncino piccante a gusto


Preparazione
Iniziate con i broccoli. Puliteli eliminando le foglie più dure e i filamenti, sciacquateli per bene, metteteli in uno scolapasta ad eliminare l'acqua in eccesso, facendo attenzione a non eliminare completamente l'acqua. In un tegame capace versare un generoso giro di olio evo, aggiungere uno spicchio d'aglio tagliato a pezzettini e un peperoncino piccante. Far dorare l'aglio nell'olio e quando è pronto aggiungere i broccoli ancora bagnati, facendoli 
"frìere" da qui il nome "friarielli". Con un cucchiaio di legno aiutatevi per girare i broccoli nel tegame, e quando saranno leggermente appassiti salateli e incoperchiate il tegame, lasciandoli cuocere a fuoco lento con la loro acqua. Controllate che la verdura non si attacchi al fondo del tegame, girando ogni tanto e aggiungendo un poco d'acqua se ce ne fosse bisogno. Quando la verdura è cotta e l'acqua completamente evaporata, spegnere il fuoco e tenere da parte. Eliminate tutto il budello dalla salsiccia, tagliatela a dadini regolari e mettete da parte. Preparate ora la polenta. In una casseruola a fondo spesso portare a bollore l'acqua alla quale avrete aggiunto un paio di cucchiaini di sale grosso. Quando arriva a bollore allontanate la pentola dal fuoco e cominciate a far cadere a pioggia la farina gialla, girando con un cucchiaio di legno a manico lungo per evitare la formazione di grumi. Quando avrete versato tutta la farina, riponete la pentola sul fuoco e, sempre girando, cuocete la polenta per circa 15 minuti dalla ripresa del bollore. La polenta sarà pronta quando si staccherà dai bordi della pentola sfregolando. A questo punto aggiungete alla polenta i friarielli cotti e la salsiccia, mescolate bene tutto e se il composto risultasse troppo asciutto aggiungete un giro d'olio evo. Versatela in una tortiera d'alluminio appena unta d'olio d'oliva, pareggiate la superficie con il dorso di un cucchiaio e infornate in forno caldo a 180° C. per circa 1 ora o fino a quando in superficie non si sia formata una leggera crosticina dorata. Lasciarla assestare per una mezz'ora nella tortiera prima di girarla sul piatto di portata. E' ottima anche fredda.


Questa invece è la versione "classica" della pizza di granone come la faceva mio nonno

Prepararla è molto semplice, basta ungere appena d'olio una padella (se di ferro meglio), versare dentro la polenta schiacciandola con le mani dandogli uno spessore di circa 3-4 cm, e cuocerla lentamente sul fuoco fino a farla tostare come vedete nella foto, girandola spesso in modo da farla asciugare ben benino e tostare da ambedue i lati. Mio nonno era un maestro.....io sto ancora imparando!!!!!

http://tor-te-e-din-tor-ni.blogspot.it/p/genealogia-di-una-cuoca.html


p.s. questi sono i friarielli della mia terra,  usati per la pizza....colti, cucinati e mangiati!!!!  

 Prodotto a km "0" :)

lunedì 11 novembre 2013

Ricordi d'estate......vermicelli con i "friarielli"

Si dice che il tempo "è 'sciut' pazz!" volendo significare, in italiano corrente, che le stagioni fanno le bizze! L'autunno, quest'anno, ha ritardato il suo ingresso e fino a qualche giorno fa le temperature ci hanno piacevolmente prolungato la sensazione di stare appena lasciando l'estate....Sensazione che devono aver percepito anche i vegetali che albergano nell'orto di casa. Solo una decina di giorni fa ho immortalato il mio albero di arance fiorito.....


....e due giorni fa ho raccolto le ultime melanzane cresciute e un cestino pieno pieno di "friarielli", che non sono i broccoli, quelli amari amari, ma i peperoncini verdi dolci che da noi si chiamano "friarielli" perché uno dei modi più comuni di cucinarli è friggerli, interi, in olio di oliva e gustarli così, con un po' di sale appena levati dal fuoco. Ma visto che la frittura va somministrata "cum grano salis" anche se fatta in olio di oliva, ho deciso di preparare uno dei piatti che mamma faceva molto spesso in estate, e che lei chiamava "sugo alla contadina". In questa versione io ho usato i vermicelli, ma va anche bene una pasta corta a vostro gusto.

Vermicelli coi "friarielli"
(Sugo "alla contadina" di mamma)
Pasta coi "friarielli" o Sugo alla Contadina di mamma

Ingredienti per 4 persone
350 gr di vermicelli
250 gr di peperoncini verdi dolci (i friarielli)
750  kg di pelati
(in estate usate i pomodori freschi, viene meglio!)
1 aglio
1 cipolla
olio evo
1 bella manciata di capperi di Pantelleria
origano, basilico, sedano, prezzemolo
sale 
1 pizzico di zucchero
cacioricotta grattugiato

Pasta coi "friarielli" o Sugo alla Contadina di mamma

Preparazione
Lavate i peperoncini, apriteli, privateli dei semi, e tagliateli a pezzetti non troppo piccoli. Se usate i pomodori freschi, spellateli e privateli dei semi e metteteli a scolare per eliminare l'acqua in eccesso, tagliate anche questi a pezzetti, così come farete se usate i pelati. In un tegame fate un bel giro d'olio evo, aggiungete l'aglio mondato e la cipolla tagliata a velo. Fate appassire dolcemente sul fuoco, aggiungete i peperoncini e i capperi precedentemente lavati e privati del sale in eccesso, e lasciate insaporire qualche minuto, senza farli dorare. A questo punto aggiungete i pomodori, gli aromi, il sale e  il pizzico di zucchero. Lasciate cuocere a fuoco dolce, girando ogni tanto per evitare che la salsa si attacchi al fondo. Se necessario aggiungete un filo d'acqua se notate che i peperoncini hanno bisogno di cuocere ancora (generalmente in circa mezz'ora il sugo è pronto). Lessate la pasta in abbondante acqua, scolatela al dente, conditela con il sugo e spolverizzatela con un'abbondante grattugiata di cacioricotta. 

Pasta coi "friarielli" o Sugo alla Contadina di mamma
http://tor-te-e-din-tor-ni.blogspot.it/p/genealogia-di-una-cuoca.html
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