Visualizzazione post con etichetta uruguay. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta uruguay. Mostra tutti i post

lunedì 13 marzo 2023

C come Cocco: Bizcochuelo de Coco - Montevideo - Uruguay


Bizcochuelo de Coco

Questa volta vi faccio viaggiare nell'altro emisfero e vi porto in Uruguay, un po' la mia seconda patria visto che è la terra natia di mio marito. Paese piccolo e molto accogliente, che vale la pena di visitare. La cucina uruguayana, come quasi tutta la cucina sudamericana risente moltissimo delle influenze europee, in primis quella Spagnola influenze che si sono mescolate con le tradizioni culinarie indigene,  dando così vita a una cucina varia, particolare e anche molto gustosa. In Uruguay, ma in genere in tutto il sud america, il bizcocho, o bizcochuelo, è l'equivalente del nostro pan di spagna, che viene utilizzato in svariati modi e che spesso è la base di partenza di molti dolci, quasi un passepartout della pasticceria rioplatense. Il dolce che presento per la nostra raccolta è una ricetta di mia suocera, Mecha, grande cuoca e amante della buona cucina. 

Bizcochuelo de Coco

Bizcochuelo de Coco

Ingredienti
1 uovo grande
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio di girasole
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di farina
1 bicchiere di semolino
1 cicchiere e 1/2 di cocco grattugiato
1 pugno generos di uva passa
1 bustina di lievito vanigliato
2 cucchiai di rum
un cucchiaino di vaniglia
cocco grattugiato per spolverare la superficie del dolce

Per la bagna:
1 bicchiere d'acqua, 1 bicchiere di zucchero, 3 cucchiai di rum.

Bizcochuelo de Coco

Preparazione
Accendiamo il forno a 180° modalità ventilata.  Montiamo l’uovo intero finché non comincia a diventare spumoso, quindi aggiungiamo lo zucchero e continuiamo montando finché non ha un colore giallo pallido e di presenta ben montato e spesso; aggiungiamo l’olio di semi, sempre continuando a montare l’impasto e poi il latte. Seguitiamo a montare il composto. Aggiungiamo di seguito prima il semolino, sempre continuando a mescolare l’impasto, poi la farina dove avremo aggiunto la bustina di lievito, e infine il cocco grattugiato. Mescoliamo bene il composto e aggiungiamo gli aromi (vaniglia e rum) e l’uva passa.
Foderiamo uno stampo quadrato (o tondo) di 24 cm con un foglio di carta forno bagnato e ben strizzato; versiamo il composto e livelliamolo bene,  dando dei piccoli colpi con lo stampo sul piano di lavoro e inforniamo per circa 30/40 minuti o finché la superficie non sia ben dorata e soda al tatto.
A  questo punto tiriamo lo stampo fuori dal forno e lasciamo raffreddare il dolce senza tirarlo fuori. Nel frattempo, mentre il dolce raffredda prepariamo lo sciroppo versando l’acqua e lo zucchero in un pentolino e portandolo a ebollizione. Lo facciamo  sobbollire per circa 5 minuti, aggiungiamo il rum e continuiamo  a farlo sobbollire per altri 5 minuti ancora. Spegniamo e facciamolo raffreddare completamente. Una volta che il dolce è ben freddo lo tagliamo a quadrati (sempre lasciandolo nello stampo) pungiamo per bene tutta la superficie con uno stuzzicadenti e bagniamo il dolce con la bagna preparata utilizzando un cucchiaio. Spolverizziamo con il cocco grattugiato e lo lasciamo riposare prima di estrarlo dallo stampo. 
Avrete una serie di quadrotti monoporzione che si lasceranno mangiare come le ciliegie! 

Bizcochuelo de Coco


Questa ricetta è per la raccolta ABC "Un mondo d'ingredienti"

La nostra raccolta la trovate su IG qui: #abcincucina #unmondodingredienti

o su facebook




 

venerdì 13 gennaio 2012

"Torta Alemana" de Panchita

Genealogia di una cuoca

Panchita (Francisca) Muracciole era una delle quattro sorelle di Catalina, detta Cata, la nonna adorata di Ernesto, mio marito. Nomignolo che evoca qualcosa di minuto, morbido e delicato....e io, che non l'ho conosciuta, la immagino così. E' molto comune tra le usanze sudamericane utilizzare  soprannomi o nomignoli che caratterizzano le persone e le cinque sorelle Muracciole ne avevano uno per ognuna: Cata, Tita, Morocha, La Negra e Panchita....avevano anche un fratello Juan Maria ma non so se anche lui fosse oggetto di particolare nomignolo come le sorelle. Il cognome racconta di origini corse e quindi di caratteri forti, volitivi e spesso testardi....e dai racconti di Ernesto in effetti le ragazze Muracciole si caratterizzavano per personalità di tutto rispetto: indipendenti e intraprendenti, ma anche dolci e piene di attenzioni verso gli altri, amanti della casa e della cucina. Questa ricetta l'ho imparata da mia suocera Mecha (Maria Mercedes) figlia di Catalina e nipote di Panchita.



Ingredienti:
100 gr. burro morbido
125 gr. zucchero + 185 gr. per la meringa
175 gr. di farina
4 uova
                              5 cucchiai grandi di latte                                 
3 cucchiaini di lievito Paneangeli
                               aroma vaniglia o limone                                  
250 gr. marmellata di fragole

Preparazione:
Accendere il forno a 180° e ungere e infarinare 2 ruoti di 22/24 cm. (io uso la carta forno o il foglio di alluminio ed in questo caso ho usato i ruoti delle pastiere). Battere il burro morbido con un cucchiaio di legno e aggiungere gradualmente i 125 gr. di zucchero fino ad avere un composto spumoso. Aggiungere uno alla volta i tuorli d'uovo, aggiungendo il successivo solo quando il precedente è stato amalgamato per bene. Al composto di burro e uova aggiungere la farina e lievito, precedentemente setacciati insieme, 1 cucchiaio alla volta alternando con il latte (1 cucchiaio di farina-1 di latte) terminando con la farina. Se il composto risulta troppo duro aggiungere un altro pochino di latte.
Per la meringa: nella planetaria montare i bianchi d'uovo con un pizzico di sale fino a quando non saranno ben duri. A questo punto cominciare ad aggiungere lo zucchero poco alla volta, continuando a montare il composto alla max. velocita'. La meringa sarà pronta quando alzando la frusta il composto risulterà lucidissimo e durissimo. Dividere la base della torta in parti uguali nei due ruoti. Ricoprire una delle due basi con uno strato di meringa ben livellato, l'altra facendo cadere la meringa restante a cucchiaiate creando un effetto di morbide montagnelle:) uffa...non so come spiegare.....insomma guardate la foto :)))). Infornare per circa 30 min. (prova stecchino) Le meringhe dovranno essere leggermente dorate e sode. Lasciare intiepidire, quindi adagiare la base con lo strato di meringa livellata su un piatto da portata. Aggiungere la marmellata di fragole e coprire con la base con la meringa a cupolette!!!! Se vi va potete aggiungere filetti di mandorle o cocco grattuggiato...io non ho aggiunto niente ed era una vera delizia.






martedì 11 ottobre 2011

Paella Valenciana

Sarà per le comuni radici storiche o perché ho sposato un latino-americano ma la Spagna è un altro di quei dintorni che mi piace esplorare...e visto che non ci sono ancora potuta andare mi accontento per ora di viaggiare in quel paese con la letteratura, la musica, il cinema ma anche sperimentandone la cucina. Ho sempre pensato che la gastronomia di un popolo sia l'espressione concentrata della storia, dell'arte, degli usi di quel popolo e quindi sperimentare la cucina straniera è un po' come viaggiare in quel posto, calarmici dentro, lasciarmi inondare dai profumi e gli aromi che stimolano non solo le mie papille gustative, ma anche gli altri sensi rendono reale un viaggio che non ho ancora fatto e familiare un paese che non ho ancora conosciuto :) 
Diciassette amici a pranzo ben valgono una magnifica paella valenciana, piatto notoriamente conviviale!!! E domenica, magnifica giornata d'autunno, fresca fresca, ho preparato la brace nel "medio tanque"*  cucinandola lentamente, per permettere a tutti i sapori di amalgamarsi ben benino:) 
E mentre aspettavamo la cottura, le tapas di datteri e formaggio (una vera chicca) ci hanno piacevolmente fatto compagnia insieme a un buon bicchiere di Falanghina dei Campi Flegrei........come dire: condividere con gli amici queste giornate non ha prezzo, e voglio condividere con voi il "deus ex machina" che ne ha favorito la buona riuscita!!!!! 
                 
                                            Paella Valenciana
 Ingredienti per 8 persone:
1 kg di pollo a pezzetti
olio evo, una cipolla, uno spicchio d'aglio
un ciuffetto di prezzemolo
500gr di pelati
200 gr prosciutto cotto tagliato in una sola fetta e ridotto a dadini
200 gr salsiccia secca piccante tagliata a dadini
250 gr piselli
ingredienti della paella valenciana 750 gr di vongole
750 gr di cozze
un calamaro grande
16 gamberoni o 24 gamberi
1 peperone rosso grande
vino bianco
succo di 1 limone
1 bustina zafferano
1 lt. brodo (vegetale, in mancanza potete usare dadi vegetali)
300 gr riso carnaroli 

Procedimento
Pulire il pollo, fiammeggiarlo e tagliarlo a pezzettini. Mettere nella paella, che servirà a raccogliere tutti gli altri ingredienti (l'originale dovrebbe essere una grande padella di ferro, in mancanza potete utilizzare una recipiente grande di terracotta o di smalto porcellanato), tre cucchiai di olio far riscaldare e adagiarvi i pezzi di pollo, lasciandoli rosolare per bene e dolcemente fino a che saranno dorati da tutti i lati. Mentre il pollo cuoce, tritare finemente aglio, cipolla e prezzemolo e in una casseruola fate soffriggere il trito con altri 2-3 cucchiai di olio evo; unire quindi i pelati e spappolarli, lasciando asciugare il sugo per una decina di minuti. Aggiungere quindi il prosciutto, la salsiccia, i piselli, i gamberoni (o i gamberi) che avrete sgusciato lasciando solo l'estremità della coda, il calamaro pulito e tagliato ad anelli; salate, mescolate e lasciare cuocere per altri 10 minuti. A questo punto rovesciate tutti questi ingredienti con il loro sugo nel padellone con il pollo e riprendere la cottura per circa 10-15 minuti, il tempo necessario ad aprire sul fuoco vivo le vongole e le cozze (con il vino). Distribuire i frutti di mare sugli altri ingredienti. Aggiungere il peperone precedentemente tagliato a piccole strisce, mescolare e dopo qualche minuto distribuire il riso su tutto l'insieme. Bagnare con un mestolo di brodo dove avrete sciolto lo zafferano, il succo di limone e sale, se serve, aggiungendo di volta in volta il brodo necessario a terminare la cottura del riso. Tenete presente che la paella non dovrebbe essere mai girata, ma gli ingredienti solo smossi per evitare che si attacchino al fondo. Bisogna essere pazienti :) e aspettare che tutti gli ingredienti arrivino alla giusta cottura......a me è servita 1ora e mezza di cottura sul fuoco a legna.....sul fornello meno :) potete passare la paella per qualche minuto sotto il grill, giusto il tempo di gratinare appena la superficie.....

questa è la mia mentre cuoceva sulla brace
Paella Valenciana  
e questo è il prodotto finale :)
Paella Valenciana

chissà se riuscite a sentirne l'odore!!!!!!!!!!!



* last but no least...ecco la spiegazione del "medio tanque": il "medio tanque" è un barbeque casereccio, molto usato in Uruguay e nel latino-America, in sostituzione del "parrillero" che è un vero e proprio barbeque, realizzato in muratura. Il medio tanque è fatto  dividendo a metà (medio) un bidone da benzina di 200 lt. (tanque) al quale vengono applicate delle griglie di ferro dove arrostire la carne, e delle gambe per mantenerlo in piedi. In Uruguay è molto frequente, se non quasi giornaliero, l'uso di "asar" di arrostire principalmente la carne, (di cui l'Uruguay è eccellente produttore). Abitualmente il medio tanque viene utilizzato dai venditori ambulanti che all'entrata degli stadi, o per strada arrostiscono salsicce o carne per venderla. Questo "barbeque" è un po' rozzo se volete, ma molto molto efficiente. La pancia del tanque, infatti, che raccoglie la brace che cade dai pezzi di legna bruciata, mantiene e amplifica il calore, distribuendolo uniformemente e contribuendo a cuocere benissimo tutto quello che viene posizionato sulla griglia.....se volete avere una idea cliccate qui

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...