martedì 21 ottobre 2014

Dell'amicizia, di bei pensieri.....e di piccoli stampi da savarin

Piccoli "Savarin" alla Rosa

Mia madre diceva sempre "prima di chiamare amico qualcuno ci devi mangiare 20 kg di sale insieme!!!" E mai detto fu più calzante per voi, amici dell'Abbecedario. Perché noi, di sale, ne abbiamo mangiato tanto insieme da tre anni a questa parte! ma anche farina, zucchero, olio, pepe, spezie, salse, carni, pesci e frutta e verdura.......quanto abbiamo cucinato e quanto abbiamo mangiato attraverso questo schermo!! Talmente tanto che pur non conoscendoci di persona qualcosa lentamente, silenziosamente ha cominciato a crescere, senza invasioni di campo, con discrezione, a volte con circospezione, ma allo stesso tempo gettando delle basi piuttosto resistenti che ci hanno portati finalmente a guardarci negli occhi, ad abbracciarci, a ridere, scherzare e a parlare di noi come chi si conosce davvero da tanto tanto tempo. 

I° Raduno della carovana dell' Abbecedario
Venerdì 17 ottobre 2014....inizia l'avventura. Sono partita con le valigie piene di piccole dolcezze da regalarvi, con le bandierine dell'Abbecedario ognuna con il vostro nome, preparate qualche giorno prima, e con l'allegria e la curiosità per quello che sarebbe successo sabato. La sera passata poi con Mena a porzionare e impacchettare i vostri regalini mi ha riportato indietro nel tempo :) la mia amica sorella avrebbe condiviso anche questo momento con me.....che cosa si vuole di più dalla vita? Ci siamo messe poi alla ricerca di un cestino dove sistemare i pacchetti imbandierati ed eccoli qui prima di partire per Piazza Maggiore, statua del Nettuno, lato B


Sabato 18 ottobre 2014....ci siamo. Finalmente i milioni di lettere dell'alfabeto battute su una tastiera si materializzano, diventano persone in carne ed ossa....molti visi conosciuti ma anche molti mai visti, solo immaginati, occhi che si sorridono, mani che si stringono, abbracci veri finalmente che profumano di buono, di vero! E le risate spontanee, le mille parole che impetuose escono dalle nostre bocche come a voler sottolineare "sono qui per davvero" nonostante un breve, brevissimo imbarazzo iniziale. E' bastato poco, davvero poco,  perché ci sentissimo completamente a nostro agio l'uno con l'altro. Ed è stato bello, pieno di positività, genuino. 

La breve passeggiata  insieme per le strade di Bologna, 



il pranzo con lo scambio dei piccoli regali che ognuno di noi ha pensato di donare all'altro








e lo shopping da "foodbloggerfanatiche" hanno reso questa giornata unica. 



E avendo io capitolato di fronte agli stampini di savarin :) mi sono messa all'opera appena in possesso della mia cucina! Questi dolcetti sono stati fatti pensando a voi e al nostro primo incontro con la speranza che ce ne siano tanti altri ancora e ancora tutti insieme. A presto

Piccoli "Savarin" alla Rosa
Piccoli "Savarin" alla Rosa
Ingredienti per 8 dolcetti

Per la pasta genoise
2 uova
1 albume
60 gr di zucchero
90 gr di farina
15 gr di burro fuso e fatto raffreddare

Per la bagna al Maraschino
30 gr di zucchero
2 cucchiai pieni di Maraschino
2 cucchiai di acqua fredda

Per la farcitura
1 albume
200 cc di panna fresca
2 cucchiai di zucchero colmi
1 cucchiaino da tè di Maraschino
Gelatina di petali di rosa
(in mancanza una confettura a vostro gusto)

Per ornare petali di rosa brinati

Piccoli "Savarin" alla Rosa

Preparazione
Accendete il forno a 190°. Imburrate e infarinate 8 piccoli stampi da savarin. Preparate i petali di rosa brinati in questo modo. Pulite con un panno morbidissimo i petali scelti, spennellateli con un albume leggermente battuto con una forchetta, senza montarlo, e passate ogni petalo in una ciotola dove avrete messo dello zucchero. Sistemate i petali su un piatto senza sovrapporli e fateli asciugare in un luogo riparato. Preparate ora la pasta genoise. Mettete in una casseruola le uova, l'albume e lo zucchero e appoggiatela (come per il bagno-maria) su un tegame con acqua calda, posto su fuoco basso. Con il frullino montate le uova finché saranno spumose e giallo pallido pallido. Levate dal fuoco la casseruola e continuate a frullare le uova finché non saranno completamente raffreddate, ben montate e scenderanno dalle fruste come un nastro. A questo punto, utilizzando un cucchiaio di metallo, aggiungete la farina poco alla volta facendola cadere attraverso un setaccino e mescolando con attenzione e delicatezza. In ultimo aggiungete il burro fuso. Versate il composto negli stampini quasi fino all'orlo. Infornate per 10-15 minuti o finché la pasta non sia leggermente dorata e soda al tatto. Sfornate e delicatamente rovesciate i dolcetti su una grata per raffreddarli. Mentre raffreddano preparate la bagna, mettendo in una casseruola piccola lo zucchero il liquore e l'acqua. Far sciogliere su fuoco dolce molto bene lo zucchero e portare ad ebollizione. Far bollire a fuoco forte lo sciroppo per 1 minuto. Spegnere e mettere da parte. Preparate ora la crema montando insieme albume, zucchero panna e liquore finché non si formeranno dei fiocchi sodi.
Montaggio dei dolcetti: tagliate a metà ogni savarin, spennellate le due parti con lo sciroppo, stendete un velo di gelatina di rosa (o di confettura), con una siringa da dolci cospargete la base del savarin di fiocchi di panna, coprite con l'altra metà, e spolverizzate di zucchero a velo la superficie. Completate riempiendo il foro centrale con un altro ciuffo di panna e decorando con due petali di rosa brinata.

Piccoli "Savarin" alla Rosa


giovedì 16 ottobre 2014

Panna cotta al tè Matcha, salsa di cioccolato all'amaretto e croccante di mandorla

Panna Cotta al Tè Matcha

Ho sempre amato il tè ma senza veramente apprezzarlo in pieno. Ero abituata a berlo zuccherato, troppo caldo, per non dire bollente,  e probabilmente troppo "carico" fino a quando nella mia famiglia non è arrivata Satchyio Kajta, una deliziosa e delicata ragazza giapponese che col tempo è poi diventata mia cognata. E' stato grazie a lei che la mia esperienza sensoriale del tè si è arricchita di nuove sensazioni. Per prima cosa ho imparato ad assaporarlo senza zucchero, dedicandomi il tempo per capire le tante sfumature aromatiche e il gusto che si sprigiona senza l'aiuto del "dolce". Ma anche ad osservare,  con una sorta di curiosità rispettosa,  i gesti lenti, eleganti e quasi vestiti di sacralità con i quali preparava il tè....una sorta di familiare "Cha No Yu" (cerimonia del tè) che Satchyio amava fare per noi. Mi ha sempre affascinata la ritualità che emana questa bevanda, forse perché la ritualità dei gesti necessari alla sua preparazione rallentano il ritmo concitato del nostro agire regalandoci la possibilità di ri-appropriarci di un tempo che diventa sempre più sfuggente ed evanescente.....L'incontro fortunatissimo con  Giustino Catalano, grazie alla mia mentore Laura  un paio di anni ha poi fatto il resto!!! La voglia di conoscere e di capirne di più ha trovato nella sua competenza e capacità di intrigare e incuriosire terreno fertile. Del tè Matcha avevo già sentito parlare, Satchyio mi aveva raccontato che è uno dei tè più pregiati e utilizzati per la "cerimonia del tè", ma ho imparato, frequentando internet e i mille blog di cucina, che viene utilizzato anche per la preparazione di dolci, o come colorante naturale. Una visita al mio spacciatore di fiducia e il tè matcha è entrato in mio possesso!!!! Non mi sono ancora permessa di cimentarmi nella preparazione del liquore, aspetto lumi ed indicazioni da Giustino :) ma non potevo resistere e provarlo nella preparazione di questo dessert. Il suo colore verde brillante, il suo profumo di erba fresca e mandorla mi ha "ispirata" ed è nata questa panna cotta......mi piacerebbe chiamarla "Gu Shu" in onore di Giustino e dei suoi compagni di viaggio e come buon augurio per l'imminente partenza di questa interessante iniziativa: nasce nel ventre di Napoli, e prima nel Sud Italia "Gu Shu -Associazione per la diffusione della cultura del tè.....e delle piccole cose dimenticate".  Grazie per questo regalo, e in  bocca al lupo!!!!

Panna cotta al tè Matcha,
 salsa di cioccolato all'amaretto e croccante di mandorla

Panna Cotta al Tè Matcha

Ingredienti 
Per la Panna Cotta
750 cc di panna fresca
250 cc di latte di riso
200 gr di zucchero
3 cucchiaini da tè di Matcha
una spolverata di fava tonka
2 cucchiai di Amaretto di Saronno
7  fogli di colla di pesce


 Per la salsa di cioccolato
150 gr di cioccolato fondente 70%
100 cc di latte
1 bicchierino di Amaretto di Saronno
Per il croccante di mandorla
100 gr di mandorle sgusciate e tritate grossolanamente
100 gr di zucchero
una noce di burro

Preparazione
Iniziate preparando il croccante. In un padella a fondo spesso mettete la noce di burro e le mandorle e lasciatele tostare leggermente, aggiungete lo zucchero e sempre mescolando con un cucchiaio lasciate caramellare lo zucchero insieme alle mandorle. Quando il caramello avrà assunto un colore dorato versatelo su un piano di marmo appena unto con olio di semi di mais. Aiutandovi con un coltello spalmate il caramello con le mandorle in una lastra sottile (1/2 cm) e fate raffreddare. Staccate il croccante dal marmo e riducetelo in pezzi di 2-3 cm. Metteteli in una busta di plastica per congelare alimenti e con un batticarne riducetelo in granella. Mettete da parte.
Panna Cotta al Tè MatchaPreparate ora la panna cotta.                               Riempite una ciotola di acqua fredda e mettete in ammollo la colla di pesce.In una casseruola a fondo pesante versate la panna, il latte di riso e lo zucchero e a fuoco medio fate sciogliere bene lo zucchero. Quando è completamente sciolto aggiungete il tè Matcha mescolando continuamente con un frustino, e la fava tonka. Portate al punto di ebollizione e spegnete il fuoco. Sempre mescolando aggiungete il liquore e, dopo aver strizzato bene la colla di pesce, aggiungetela nella crema bollente. Mescolate bene e versate il composto in stampini monoporzione (vanno bene anche quelli di alluminio usa e getta). Fate raffreddare e riponete in frigorifero per almeno 6-8 ore, meglio una notte intera.
Preparate la salsa al cioccolato. In una casseruola spezzettate il cioccolato, aggiungete il latte e a fuoco lento fatelo  sciogliere. Quando è tutto ben amalgamato aggiungete il liquore e continuate a cuocere la salsa finché avrà la consistenza di una crema fluida, ma non liquida. Raffreddandosi tenderà ad ispessirsi, basterà intiepidirla un poco. Servite la panna cotta con la salsa di cioccolato e il croccante di mandorla distribuito sulla superficie.

Panna Cotta al Tè Matcha


domenica 12 ottobre 2014

Fa'apapa e Fa'ausi......un pane al cocco col suo condimento per salutare Samoa

Fa'ausi e Fa'apapa

Finalmente il viaggio è ricominciato!!! Quale? Ma quello dell'Abbecedario :) dopo l'Italia e la Comunità Europea, stanchi di rimanere fermi a ciondolare nel salotto di casa i pazzi viaggiatori della più folle carovana mai esistita hanno pensato bene di riprendere in mano carte geografiche e bussole per ricominciare a viaggiare questa volta pero' intorno al mondo!!!! E con questa tappa, ospitata da Marta che si è insediata a Samoa (mica scema eh?) abbiamo simbolicamente tagliato il nastro e dato il via al nostro Abbecedario Culinario Mondiale!!!!!
Viaggiare, sapete, insegna molte cose....io per esempio, la prima che ho imparato è che esistono ben 2 isole di Samoa, le Occidentali e le Samoa Americane. Noi siamo di stanza ad Apia, la capitale delle Samoa Occidentali, isole della Polinesia........invidiosi eh? e fate bene!!!! anche perché il viaggio (anche se virtuale) ci offre panorami di una bellezza mozzafiato....Isole di origine vulcanica e comprese nel più immenso arcipelago della Polinesia,  le Samoa Occidentali si trovano a metà strada tra le Hawaii e la Nuova Zelanda, e immediatamente a ovest delle Samoa Americane.  Le due isole principali, 'Upolu e Savai'i, messe assieme occupano un'area leggermente più piccola della Valle d'Aosta e costituiscono la maggior parte della terra ferma. 'Upolu ha la forma di un sigaro, e ospita la capitale delle Samoa Occidentali, Apia situata sulla costa settentrionale dell'isola. Savai'i, pochi km a ovest di 'Upolu, è appena più grande di questa e di forma più schiacciata. Le altre isole abitate di questo arcipelago, Manono e Apolima, sono due piccolissime perle situate tra le due isole più grandi, il resto sono sono atolli e piccolissime isolette disabitate. Come abitudine mi piace regalare qualcosa alla padrona di casa che sia per me rappresentativo del posto che sto visitando...e da quando sono arrivata qui mi ritornano in mente le immagini di alcuni quadri di Paul Gauguin visti qualche anno fa a Roma....ne regalo uno a Marta e a tutti i viaggiatori di questa tappa

P. Gauguin "Mata Mua" olio su tela 91 x 69 cm1892 - Museo Thyssen-Bornemisza - Madrid 
Il Fa'apapa è un pane di cocco che, anticamente, veniva preparato senza aggiunta di lievito chimico, e con una percentuale di cocco grattugiato più alta della ricetta che segue,  per cui risultava abbastanza duro tanto che, molto spesso, le donne lo portavano nella borsa utilizzandolo come arma di difesa in caso di aggressioni o rapine. La versione più "dura" veniva spesso ricoperta con un caramello al cocco chiamato Fa'ausi, che lo ammorbidiva rendendolo un ottimo dessert....ovviamente io l'ho rifatto e sarà la prossima ricettina per Marta!

Pane al cocco

Fa'apapa: pane al cocco

Ingredienti
200 cl di latte di cocco
120 gr di cocco grattugiato disidratato
250 gr di farina
65 gr di zucchero
2 cucchiaini da tè di lievito per dolci
un poco di burro per ungere 

Fa'apapa: pane al cocco

Preparazione
In una ciotola capiente versare il latte di cocco ed il cocco grattugiato. Mescolare e lasciare riposare per qualche minuto in modo che il cocco disidratato si ammorbidisca nel latte. Aggiungere poi la farina, il lievito per dolci e lo zucchero e lavorare con le mani fino ad avere un composto compatto a cui darete questa forma, dividendolo in due parti


Sistemate poi ogni salsicciotto di pasta in un rettangolo di carta forno, precedentemente unto con burro chiudendolo completamente in questo modo


Sistemate i due pacchetti in forno caldo a 200° lasciandoli cuocere per 35-40 minuti o finché la superficie non sia ben dorata. Sfornate, aprite i pacchetti e fate raffreddare completamente i due pani su una grata. Poi a voi la scelta del "come gustarlo".....in versione pane da colazione

Fa'apapa: pane al cocco

magari gustandolo con un velo di confettura, mentre sorseggiate il vostro tè

Fa'apapa: pane al cocco


oppure, trasformandolo in un dessert godurioso, immerso in un caramello al cocco che sprigiona un profumo intenso ed originale, il Fa'ausi di cui passo a darvi la ricetta :)

Fa'ausi
Caramello al cocco

Fa'ausi caramello al cocco

Ingredienti
200 gr di zucchero
60 cl di acqua
400 cl di latte di cocco

Fa'ausi caramello al cocco

Preparazione
In una casseruola con fondo pesante versare lo zucchero e l'acqua, e lasciare andare su fuoco vivace finché lo zucchero non caramelli, ponendo attenzione a non farlo bruciare, perché sprigionerebbe un sapore amarognolo. A questo punto levare da fuoco il caramello e, facendo molta attenzione, versare il latte di cocco dentro, girando continuamente. Rimettere la casseruola sul fuoco e continuare a girare, facendo sciogliere la parte grumosa che si è formata a causa del contatto del caramello caldissimo con il latte di cocco a temperatura ambiente. Quando il caramello sarà di nuovo fluido, continuare la cottura finché non ispessirà leggermente, e facendo cadere una goccia su un piattino freddo questa si rapprenderà velocemente (un po' come la preparazione delle confetture). Levare dal fuoco e versare in una ciotola di metallo capiente, facendolo intiepidire. A questo punto aggiungere il Fa'apapa tagliato a cubetti e rigirarlo bene nel caramello in modo che si ricopra completamente. Lasciarlo riposare per almeno una ora prima di prelevarlo e servirlo. Giuro....un pezzo tira l'altro per cui non è adatto ai fanatici della linea!!!!!

Fa'ausi caramello al cocco

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