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giovedì 7 marzo 2024

Z di Zucchero: Caipirinha - Brasile

Caipirinha

In Brasile non ci ero ancora stata in questo lungo viaggio intorno al mondo e allora mi sono fatta un regalo!!!! Un cocktail tra i più famosi al mondo, a pieno titolo inserito nella lista ufficiale dei cocktail IBA, forte e dissetante nello stesso tempo, in piena armonia con la sua terra di origine: il Brasile e, non a caso, la Caipirinha è stata dichiarata nel 2013, per decreto governativo, bevanda nazionale brasiliana. Il nome deriva da "caipira", che significa "contadino", ed indica le sue origini popolari. Si narra che i contadini di Sao Paulo erano abituati a curare l'influenza preparando un tonico a base di cachaça, lime, zucchero e miele. La storia della Caipirinha però ha origini ancora più antiche: nel sedicesimo secolo, insieme al resto della frutta, anche il lime veniva distribuito dai coloni portoghesi come razione giornaliera agli schiavi, che lo mescolavano alla garapa azeda – vino di canna – e lo bevevano nei giorni di festa. Quando poi si cominciò a distillare la cachaça, questa divenne subito un’ambita merce di scambio; con la diffusione progressiva del ghiaccio nei bar, intorno ai primi anni del Novecento, nacque definitivamente la moderna Caipirinha come la conosciamo oggi, con tre ingredienti codificati: cachaça, lime, zucchero di canna.


Caipirinha

Caipirinha

Ingredienti
1/2 lime tagliato in pezzetti
2 cucchiaini di zucchero di canna bianco
6 cl di cachaça 
ghiaccio tritato
bicchiere old fashioned
muddler (pestello per cocktail)
  
Preparazione
La Caipirinha si prepara direttamente nel bicchiere. Tagliate in pezzetti il lime mettetelo nel bicchiere insieme allo zucchero e con il muddler pestate il frutto in modo da far uscire gli olii essenziali. Riempite il bicchiere con ghiaccio tritato grossolanamente e aggiungete la cachaça. Mescolate con il bar spoon, decorate con una fettina di lime e una cannuccia e assaporate....... magari ascoltando Caetano Veloso o i Tribalistas o Marisa Monte!

Caipirinha



sabato 4 febbraio 2023

A come Ananas: Amor aos pedaços - Minas Gerais - Brasile

 

Amor aos pedaços

"Pezzetti d'Amore" è il nome che mi ha decisamente ispirata nella scelta della seconda ricetta per la nostra raccolta #ABCunmondodingredienti!!! nome romantico, ben augurante, adatto a San Valentino, utile perché abbiamo un po' tutti bisogno di piccoli pezzi d'amore....insomma gli ingredienti giusti per proporre questo dolce brasiliano che mi ha molto incuriosita. "Amor em pedaços" è il dolce che ho preparato per la raccolta #Unmondodingredienti ed è una ricetta tradizionale, torvata qui, della zona di Minas Gerais in Brasile. L'ananas la fa da padrone e devo proprio dire che ho trovato questi piccoli dolcetti molto molto buoni. 


Amor aos pedaços

Amor aos pedaços

Ingredienti per la farcitura:

600 gr. di ananas fresco pulito
125 gr di cocco grattugiato secco
250 gr di zucchero
3 tuorli 
1 cucchiaio di burro (circa 15 gr)


Ingredienti per l'impasto:

400 g di farina 00
175 g di zucchero
1 cucchiaio raso di lievito per dolci
1 pizzico di sale
100 g di burro ammorbidito
3 uova piccole
zucchero e cannella (facoltativo) per rifinire

Preparazione

Dopo aver pulito bene l'ananas, tagliatela a pezzi e frullatela fino ad avere un crema piuttosto liscia. Versatela in una pentola dal fondo spesso insieme al cocco grattugiato, tuorli, zucchero e burro. Mettete la pentola sul fuoco moderato e fate cuocere mescolando sempre, finché tutto il liquido di cottura non sia evaporato e il composto diventa compatto e si stacca dal fondo della pentola. A questo punto levate la pentola dal fuoco e lasciate raffreddare completamente la farcitura. Nel frattempo dedicatevi alla preparazione dell'impasto. In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito e un pizzico di sale. Mescolate bene e aggiungete il burro ammorbidito e le uova. Lavorate come per una pasta frolla, quindi non troppo. Fate una palla e mettetela a riposare al fresco per una mezz'ora, avvolta nella pellicola per alimenti. Trascorso questo tempo, accendete il forno a 180° e foderate una teglia rettangolare di 20x30 cm con carta forno. Prelevate l'impasto dal frigorifero, dividetelo in due parti di cui una un po' più grande dell'altra e foderate la teglia con il pezzo più grande, facendo in modo che i bordi siano rivestiti per circa 5 mm. Versate la farcitura nel guscio di pasta, livellate bene e coprite, chiudendo per bene, con la restante pasta. Infornate per circa 30 minuti (a me sono stati necessari 45 min) o fino a leggera doratura. Levate dal forno e lasciate raffreddare completamente. Sfornate il dolce e tagliatelo a cubetti di circa 5cm di lato. E' possibile passare i dolcetti nello zucchero mescolato a cannella, oppure spolverizzarli solo di zucchero a velo. Io ho optato per la seconda scelta e devo dire che il risultato è stato davvero soddisfacente


Amor aos pedaços




Questa seconda ricetta è per la raccolta "ABC Un Mondo d'Ingredienti"

La nostra raccolta la trovate su IG qui: #abcincucina o #unmondodingredienti
e anche su faceboock 

domenica 8 febbraio 2015

Bolo de Laranja....Adeus por agora

Bolo de  Laranja

La saudade già mi ha assalita....ma devo preparare le valigie! Tra qualche ora chiudo questa casa che mi ha regalato tante belle emozioni! Prima tra tutte l'allegria che voi tutti avete portato qui in Brasile, in questa tappa fantastica che ho avuto l'onore di ospitare per il nostro Abbecedario Culinario Mondiale! E ridere, sorridere di questi tempi è un dono prezioso! Grazie! E grazie a questo magnifico, unico, sorprendente paese, il Brasile, che nonostante le sue contraddizioni, mi ha regalato la gioia enorme di ritrovare sensazioni, ricordi, emozioni attraverso la sua magica musica e la sua sorprendente cucina. Non dimentichero' questo viaggio.......ma adesso l'animo del viaggiatore che è in me mi spinge a preparare le valigie!!!! Messico arrivoooo!!!!!!!!!!!!! Ma prima di lasciarci è d'obbligo, come vuole l'uso di casa, salutarvi con una canzone....che penso conoscerete tutti :)


E adesso tutti a mangiare l'ultimo Bolo :) questa ricetta viene da qui e da qui e ha qualche piccolissima variazione personale....spero vi piaccia!

Bolo de Laranja

Bolo de  Laranja
Ingredienti
Per la pasta
3 uova
il succo di due arance
la scorza di un'arancia grattugiata (io)
1 tazza di olio di mais
2 tazze di zucchero
3 tazze di farina 00
1 cucchiaio di lievito per dolci

Per la bagna
il succo di un'arancia
3 cucchiai di zucchero
1 bicchierino di rum (io)

Per la copertura
1/2 tazza di succo d'arancia
1 tazza e 1/2 di zucchero al velo


Bolo de  Laranja

Preparazione
Nel robot da cucina montate bene le uova intere con lo zucchero, l'olio, il succo d'arancia. Quando il composto è ben montato aggiungere la scorza dell'arancia, e poco alla volta la farina, sempre continuando a montare. In ultimo aggiungere il lievito. Mescolare ancora un po' e versare il composto, che deve essere senza grumi, in un stampo da ciambella col buco, precedentemente imburrato e infarinato. Infornare nel forno caldo a 180° per circa 1 ora (io). Quando il dolce è dorato e sodo levarlo dal forno. Preparare la bagna scaldando sul fuoco il succo d'arancia, lo zucchero e il rum. Appena lo zucchero è sciolto, versare lo sciroppo sul dolce ancora caldo (come se fosse un babà). Lasciarlo intiepidire nello stampo, poi delicatamente sformarlo sul piatto di portata. Quando è ben freddo ricoprire il dolce con una glassa preparata con il succo d'arancia e lo zucchero al velo. Lasciare colare la glassa sui bordi del dolce e decorare con fettine d'arancia. E' ottimo!!!!

Bolo de  Laranja
http://abcincucina.blogspot.com.es/2014/10/diamo-il-via-allabbecedario-culinario.html


sabato 7 febbraio 2015

Acarjé: para comer na companhia de tropicalistas!



Brasile....terra di tradizioni che hanno radici almeno in tre continenti: l'Africa, l'Europa e l'America del Sud, e che si mescolano continuamente,  dando vita ad una delle culture più interessanti che mi è capitato di esplorare in questo viaggio. Queste radici le ho trovate, sapientemente mescolate, nella cucina come nella letteratura o nella musica. E molto spesso ognuna di queste forme espressive richiama l'altra: parole che diventano cibo, cibo che si mescola alle sonorità arcaiche dei tambores, ritmi che si snodano attraverso le pagine intense dei romanzi di Amado o nei versi di Vinicius de Moraes.....tutto è strettamente connesso, saldo. E l'effetto è quello di un coinvolgimento totale dei sensi.....quasi uno stordimento! ma piacevole e intenso. Questo soggiorno brasiliano, per l'Abbecedario Culinario Mondiale,  mi ha riportato sensazioni ed emozioni che mi rimandano indietro nel tempo, al mio primo incontro con la musica brasiliana, e ripercorrere quelle sensazioni ed emozioni ritrovandole nella cucina di questo paese mi regala un senso di completezza. In fondo questa è la forza vera della "Cultura" .....l'espressione dell'essenza profonda di un popolo, che ha la capacità di contaminare, di entrare nell'altro, di renderlo più ricco e migliore! E questa mescolanza di tradizioni, di culture differenti, trova espressione in uno dei movimenti culturali più "particolari" che ha prodotto il Brasile: il "Tropicalismo" o Tropicália, nato agli inizi degli anni sessanta del xx secolo e che racchiudeva arti visive, musicali, e poesia e letteratura. Il termine Tropicália deriva da un'espressione artistica di Hélio Oiticica, un artista brasiliano che si rifà ad uno dei concetti culturali del movimento tropicalista: l' "antropofagia" intesa come cannibalismo culturale e musicale di tutte le società, un cannibalismo che intendeva ispirarsi a tutti i tipi di generi, nutrirsi di essi appunto, per creare e dare vita a qualcosa di unico! Come scriveva Oswald de Andrade, poeta brasiliano e fondatore del Modernismo brasiliano, nel suo "Manifesto Antropófago" del 1928 : "la forza della storia del Brasile sta nell'aver saputo cannibalizzare le altre culture". E questo cannibalismo si ritrova anche nella cucina....l' "Acarajè" è uno dei piatti tipici brasiliani che affonda le sue radici nelle tradizioni africane e nella religione del candomblé (è considerato infatti un piatto sacro, da offrire alle divinità). Ancora sentito è il rituale della decorticazione dei fagioli.....ogni fagiolo deve essere perfettamente pulito e privato della pellicina che lo ricopre, prima di essere lavorato e trasformato in Acarajè per venire offerto all' orixá celebrato, e la ricetta non può essere modificata e dovrebbe essere preparata esclusivamente dai "filhos-de-santo" i rappresentanti del "clero" del candomblé. La ricetta è conosciuta e in rete si trova facilmente anche con video-tutorial. La mia l'ho recuperata qui e ho cambiato fagioli (non ho trovato quelli con l'occhio, i cannellini no....ho usato i borlotti che adoro). Prima della ricetta vi dedico uno dei brani contenuti in quello che può essere considerato il manifesto musicale del tropicalismo: l'album discografico "Tropicalia: ou Panis et Circencis" del 1968, al quale parteciparono artisti del calibro di Caetano Veloso, Gilberto Gil, Gal Costa, Tom Zé. E il brano che vi regalo, interpretato magicamente da Gilberto Gil, è stato composto da Caetano Veloso 


Preparando le mie Acarajè mi sono sentita tanto Raffaella Carrà....lei i fagioli li contava, io li ho sbucciati!!!!!

Acarajè

Ingredienti per circa 25 acarajè
500 gr di fagioli con l'occhio o cannellini (io borlotti)
sale
1 cipolla tritata molto finemente
coriandolo (facoltativo)
olio di palma (io olio evo)
tanta, tanta pazienza!!!!




Preparazione
Il giorno prima cominciate a preparare i fagioli, tritandoli grossolanamente e mettendoli a bagno in acqua fredda. Lasciateli in ammollo 24 ore, poi procedete alla pulizia. Devono essere completamente privi di buccia. 



Usando un buon frullatore, frullateli fino a farli diventare una crema compatta. 


Aggiungete il sale, la cipolla tritata finissima e se vi piace il coriandolo. Io l'ho aggiunto in polvere non avendolo fresco. Lavorate la pasta con un mestolo di legno fino a farla diventare quasi setosa. A questo punto preparate una padella non troppo grande, versate sufficiente olio a ricoprire completamente le frittelle di fagiolo, fate riscaldare bene e poi procedete prendendo, utilizzando due cucchiai, un poco di composto che lascerete cadere nell'olio bollente. L'effetto è sorprendente: dopo qualche secondo le frittelle di fagiolo cominceranno a gonfiarsi come se la pasta fosse stata preparata con lievito!!!! Quando saranno dorate e croccanti, levatele dall'olio e mettetele ad asciugare su carta. Vanno servite calde, magari riempite con il Vatapà e mangiate con parsimonia!!!! non sono propriamente leggere, ma sono squisite!




domenica 1 febbraio 2015

Bolo de Cenoura


Il colore luminoso di questo dolce mi fa pensare all'estate, vero? Ma ci manca tanto ancora....vabbé io pero' mo' sto a Fortaleza, in Brasile (invidiosi eh?) per ospitare la tappa del nostro Abbecedario, e qui l'estate è nel pieno del suo splendore. E la gente si prepara freneticamente al Carnevale. L'atmosfera è piena di allegria, come se tutti per un attimo dimenticassero problemi e angoscie. Si perché qui in Brasile il Carnevale è un vero e proprio rituale di liberazione, specialmente per la popolazione di colore, che spesso è costretta ad una esistenza misera e deprivata. Il Carnevale brasiliano si celebra, come in tutti i paesi di religione cattolica, 40 giorni prima di Pasqua e festeggia l'inizio della Quaresima. Mai come in altre parti del mondo il Carnevale qui, rappresenta al meglio l' "addio" ai piaceri della carne, prima dell'inizio della quaresima. Ogni regione del paese ha il suo carnevale, ma tra tutti il più importante è sicuramente quello di Rio de Janeiro, noto in tutto il mondo per la magnificenza e la ricchezza dei suoi festeggiamenti. 


Riconosciuto ufficialmente dal governo brasiliano "espressione di cultura", il Carnevale è una delle forme espressive più intense di questo paese. Il Carnevale di Rio nasce intorno agli anni '30 del XIX secolo. quando la borghesia cittadina importò dall'Europa la moda di tenere balli e feste in maschera. Col passare del tempo queste manifestazioni si mescolarono a elementi tipici delle culture africana e amerindiana, sviluppando quindi un "suo" personale modo espressivo. Nacquero così le cordões ("corde" in portoghese), gruppi di gente che sfilava per le strade suonando e ballando. Dalle cordões derivarono i moderni blocos ("quartieri"), gruppi di persone legati ad un particolare quartiere della città che sfilano con tamburi e ballerine, vestiti con costumi e magliette a tema per festeggiare il carnevale. 



I blocos  sono oggi parte integrante della festa di Rio: vi sono più di 100 gruppi, con usi e tradizioni diversi, alcuni sono numerosi, altri più piccoli; alcuni sfilano per le strade in formazione, altri stanno nello stesso posto. Ognuno compone la propria musica, che suonano in continuazione durante i festeggiamenti, generalmente Samba o vecchie musiche di carnevale chiamate Marchinhas de carnaval. I blocos  sono sempre legati alle Scuole di Samba, ricche e grandi organizzazioni che lavorano tutto l'anno in preparazione del Carnevale. Il Carnevale di Rio è noto principalmente per le sfarzose parate che durano quattro notti, organizzate appunto dalle scuole di Samba, e che fanno parte di una competizione ufficiale suddivisa in sette divisioni, alla fine delle quali una delle scuole verrà dichiarata vincitrice.....un po' come il nostro Palio di Siena insomma :) lì si corre coi cavalli a Piazza del Campo, qui si balla nel Sambodromo a suon di Samba!!!!


Ma adesso torniamo a noi e alla ricetta che ho scelto di prepararvi. E' un dolce molto semplice ma molto conosciuto e amato in Brasile.....gli ingredienti? carote, uova, zucchero, farina, olio di mais e una deliziosa copertura di cioccolato.

Bolo de Cenoura


Ingredienti
4 carote
3 uova
1 tazzina di olio di mais (100ml)
1 bustina di lievito
150 gr zucchero
300 gr farina 00
Per la copertura
1 cucchiaio di burro (30 gr)
3 cucchiai di cacao amaro
1 tazza di zucchero
5 cucchiai di latte



Preparazione
Raschiate le carote, grattugiatele e frullatele insieme all'olio e alle uova. Aggiungete gli altri ingredienti e mescolate bene. Versate il composto in una teglia imburrata e spolverata con pangrattato. Infornate nel forno pre-riscaldato a 180° per circa 40 minuti. Sfornate quando la superficie è ben dorata e soda (prova stecchino). Sformate su una gratella e fate raffreddare. Preparate intanto la copertura. In un pentolino mettete il cacao, il burro lo zucchero e il latte. Fate sciogliere su fuoco moderato mescolando sempre in modo da non avere grumi.  Quando avrete un composto liscio e fluido levate da fuoco. Versare la copertura sul dolce raffreddato.



p.s.: le notizie sul Carnevale sono tratte da qui

lunedì 26 gennaio 2015

Vatapà.....omaggio a Jorge Amado

Vatapà: piatto tipico brasiliano

"Per un vatapà di dieci persone portate due teste di cernia freschissima, potete usare anche un altro pesce, ma non viene così buono, sale, coriandolo, aglio, cipolla, qualche pomodoro e il succo di un limone.....Rosolate il pesce negli odori, aggiungendo un sorso d'acqua, un sorso piccolo, quasi un niente. Poi scolate il sugo, mettetelo da parte, e proseguiamo....." 
e ancora 
"grattugiate il cocco di buona lena, suvvia, grattugiate: un po' di esercizio non ha mai fatto male a nessuno (dicono che tenga lontano i pensieri cattivi, ma io non ci credo). Raccogliete la polpa e scaldatela prima di spremerla: sarà più facile ottenere il latte spesso, il puro latte di cocco non diluito. Lasciatelo da parte. Ottenuto il primo latte, non buttate via la polpa, non siate sciuponi, non è tempo di sprechi. Prendete la polpa e scaldatela in un litro d'acqua bollente. Spremete di nuovo per ottenere il latte diluito. E' l'ora di cercare un po' di pane raffermo, stando bene accorti nel togliere la crosta e poi mettendolo a mollo nel latte diluito. Nel tritacarne (lavato per bene) passate il pane bagnato nel latte di cocco e macinate insieme le arachidi, i gamberoni essiccati, gli anacardi, lo zenzero e non dimenticate il peperoncino che aggiungerete a piacere. I condimenti aggiungeteli al brodo di cernia, sommando sapore a sapore, il cocco con lo zenzero, il sale con il pepe, l'aglio con gli anacardi e mettete tutto sul fuoco per addensare il brodo. Aggiungete il latte di cocco, quello denso e puro, e alla fine l'olio di palma, due tazze colme: il dende, colore dell'oro antico, il colore del vatapà. Mescolate, rimescolate, coraggio, senza fermarvi: fino alla giusta cottura e con precisione......Bene, il vatapà è pronto, non è una meraviglia? Prima di portarlo a tavola metteteci sopra un filo di olio crudo. Servitelo con polenta di granturco, i fidanzati e i mariti si leccheranno i baffi"

Salvador de Bahia


Non poteva mancare a casa mia, per la mia raccolta brasiliana dell'Abbecedario Culinario Mondiale questo piatto, tipico della cucina bahiana, ma famosissimo in tutto il Brasile. Le sue origini probabilmente vanno ricercate nella cucina degli schiavi africani deportati nel Sud America. E' un piatto piuttosto complesso, ricco, molto saporito, anche se non sono riuscita a recuperare tutti gli ingredienti della ricetta tradizionale, quella di Dona Flor, per intenderci. Ma mi sono voluta cimentare lo stesso anche per cominciare ad entrare nei sapori molto complessi di questa cucina dove le influenze indigene si mescolano a quelle portoghesi e africane. 
Nota alla ricetta: un asterisco indicherà la variazione apportata alla ricetta originale per quanto riguarda l'uso e la reperibilità di alcuni ingredienti

Vatapà: piatto tipico brasiliano
Ingredienti
(Per 6/8 persone)
3 cucchiai di olio di palma* (ma va benissimo anche il nostro olio di oliva)
1 cipolla tritata
3 spicchi d'aglio a fette
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
4 piccoli peperoncini Jalapeno* 
(sono come i nostri peperoncini verdi piccanti freschi)
6 pomodori pelati e tritati
succo di 2 lime
1/3 di tazza di gamberetti secchi polverizzati*
(reperibili nei negozi di gastronomia esotica, vanno bene anche quelli cinesi)
1/3 di tazza di burro di arachidi
2 tazze di brodo di pollo
2 tazze di latte di cocco*
1/2 mazzo di coriandolo tritato
1 cucchiaino di sale
1 goccia di tabasco
1 kg di filetti di pesce tagliati a tocchetti 
(vanno benissimo quelli di cernia)
450 gr. di code di gamberi pulite e tagliate a metà


Preparazione
In un largo tegame scaldate l'olio d'oliva su fuoco medio. Unite le cipolle, l'aglio, lo zenzero e i peperoncini (ho utilizzato quelli verdi dolci con uno rosso). Cuocete per circa 10 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché le verdure non si sono ammorbidite. Aggiungete i pomodori, il succo dei lime, i gamberetti secchi (niente da fare, non li ho trovati, quindi ho tritato bene bene l'equivalente peso di freschi e li ho aggiunti) e il burro di arachidi e mescolate il tutto per 1 minuto. Versate un po' per volta il brodo di pollo, mezza tazza per volta, mescolando continuamente per mantenere la preparazione morbida. Ora unite il latte di cocco, il cerfoglio, il sale e il tabasco. Il latte di cocco in questa ricetta si ricava dalla macerazione della polpa del cocco in acqua....Io ho usato quello in lattina ed è venuto buono.
Poco prima di servire ungete una ampia casseruola con un po' d'olio e ponete i filetti di pesce a pezzi in un unico strato. Mettete su fuoco medio basso e, giusto appena inizia a friggere, versateci la salsa che avete preparato e portate bollore. Fate cuocere per 8 minuti, o finché il pesce non diventa opaco, aggiungendo le code di gambero gli ultimi 2 minuti. Distribuite in ciotole individuali spremendo su ognuna un poco di lime, e guarnite con le foglie di cerfoglio.

Vatapà: piatto tipico brasiliano


N.B.: Il latte di cocco per questa ricetta, non è il liquido contenuto nella noce di cocco, ma bensì viene ottenuto grattugiando la polpa e ponendola a macerare in acqua per almeno un'ora, viene poi strizzata e il liquido che se ne ricava è appunto quello che serve in cucina. Se non si ha a disposizione del cocco fresco, lo stesso risultato si può avere utilizzando, con la stessa procedura, quello secco che si trova anche al supermercato. La polpa va benissimo, poi, per preparare dei dolcetti al cocco. Piatto impegnativo e non propriamente leggero, ma gustosissimo.


domenica 18 gennaio 2015

"Quindim": Bem-vindos no Brasil




Ho cercato e ricercato proprio tanto per trovare qualcosa che riassumesse la grandezza, la magnificenza, lo splendore di questo paese......Perché la verità è che non è facile parlare del Brasile, il quinto paese più grande al mondo, dove tradizione e progresso convivono mescolandosi in un mix che a volte diventa esplosivo. E allora vado avanti come sempre....seguendo le mie sensazioni e le mie emozioni. Se penso al Brasile penso ad un'esplosione di colori, che prendono vita dalle innumerevoli sfaccettature del suo territorio; penso alla presenza di una natura generosa e ricca di biodiversità, esplosiva nella sua imponenza; penso all'esplosione accecante del bianco delle sue infinite spiagge.....ma penso anche all'esplosività a stento contenuta delle storiche diseguaglianze tra una povertà endemica e un benessere economico che, secondo gli ultimi dati, è in continuo sviluppo. E questa povertà, che trova casa principalmente nelle regioni del nord e a ridosso delle grandi città, nelle "favelas",  continua a sottolineare la presenza di profonde ingiustizie e di gravi problemi sociali. E proprio nelle "favelas" (immense baraccopoli che attorniano le periferie delle grandi città) si manifesta una delle piaghe più grandi di questo paese: la prostituzione minorile (il Brasile ha il peggior record di traffico sessuale minorile di tutti i paesi del mondo ad esclusione della Thailandia). A questo fenomeno si lega indissolubilmente un tasso di criminalità minorile molto elevato: "circa l'80% degli oltre 50.000 omicidi annui nel paese governato da Dilma Roussef coinvolgono ragazzi tra i 14 e i 24 anni, in special modo nelle periferie di città come Rio de Janeiro, Fortaleza, San Paulo". 
Eppure, se penso al Brasile, la sensazione di gioia e allegria mi pervade....saranno i suoi colori, saranno le sue sonorità, sarà la sua frenetica sensualità che si libera nelle sue danze, che me lo rendono prezioso e me lo fanno amare. Ed è per questo che sono orgogliosa di ospitare, fino all'8 febbraio 2015, la tappa brasiliana dell'Abbecedario Culinario Mondiale. Chiunque può partecipare e venire a trovarmi, le regole per partecipare le trovate qui. 
Vi aspetto numerosi per scoprire insieme il fascino di questo meraviglioso paese, e farò di tutto per rendere piacevole questo vostro soggiorno. 
Iniziamo con questo dolcetto molto ma molto conosciuto in Brasile: il Quindim (si dovrebbe pronunciare "chingì" almeno da quello che mi ha detto un mio amico brasiliano). Questa piccola delizia risale all'epoca della colonizzazione portoghese ed è la variante indigena di un dolce portoghese molto famoso chiamato "Brisa-do-Lis". L'uso di tuorli d'uovo è una caratteristica di molti dolci portoghesi, come il "papo de Anjo" (dioppio mento dell'Angelo) o i "fios de Ovos" (Fili d'uovo), e il Brisa-do-Lis è tutt'oggi un dolce a base di uova, zucchero e mandorle. La rivisitazione brasiliana con cocco e zucchero è stato probabilmente creato dagli schiavi africani nel 17° secolo  nel Nord Est del paese, dove le noci di cocco erano abbondanti e la coltivazione della canna da zucchero era già molto sviluppata, e così la produzione di zucchero. Il termine Quindim deriva dalla lingua Bantu, e in origine indicava "i gesti, il comportamento o l'umorismo tipico delle ragazze adolescenti". Questo dolce è talmente amato in Brasile da diventare il contenuto di una famosissima canzone, composta da Ary Barroso per il cartoon di Walt Disney "I tre caballeros".
Di questa ricetta esistono diverse varianti, molte prevedono l'uso di latte concentrato, quella che vi propongo è il risultato di diverse ricerche e prevede l'uso di ingredienti e procedimento che hanno fonti differenti. Potete trovare qui, qui  e qui  le fonti dove ho attinto, e vi dico anche che questo dolce, in una variante uruguaya, me lo ha insegnato mia suocera, Mecha.  Nella sua variante il cocco grattugiato viene cotto parzialmente in uno sciroppo di zucchero, fatto raffreddare e poi aggiunto alle immancabili uova. Dimenticavo....gli stampini vengono ricoperti di caramello e poi cotti a bagno-maria. 
Per ora vi offro questo:

Quindim
Budino di cocco

Ingredienti per 6 Quindins
6 tuorli d'uovo
2 uova intere
40 gr di burro fuso
150 gr di cocco grattugiato
120 gr di zucchero
la scorza grattugiata di un limone verde
1 cucchiaio di succo di limone verde

Preparazione
Montare i tuorli d'uovo e le due uova intere con lo zucchero finché non saranno gonfie e ben chiare. Aggiungere il cocco grattugiato, che avrete precedentemente bagnato per idratarlo, il burro fuso e la scorza e il succo di limone (la ricetta originale prevede l'uso del lime, che non avevo, ma il limone verde ha fatto bene il suo lavoro!) Sbattere ancora per un paio di minuti e lasciare il composto riposare, coperto da un canovaccio, per un quarto d'ora.
Preparare gli stampini monoporzione, o un piccolo stampo da ciambella che viene chiamato "quindão", ungendoli con burro fuso e cospargendoli di zucchero, in modo tale che quando sformerete i quindins scivoleranno facilmente senza rompersi


Sistemare gli stampini in una pentola capiente, versare acqua bollente immergendoli per 2/3 e cuocerli in forno caldo a 180° per circa 50 minuti o finché uno stecchino infilato nel centro non uscirà completamente pulito. Prelevare gli stampini dall'acqua, farli raffreddare per una mezz'ora, poi delicatamente sformare i Quindins e decorare con scorzette di limone.


E, in ordine di arrivo, ecco la raccolta brasileira di questa tappa :)

Elena:  Brigadeiros - Blog: Zibaldone Culinario

Morena:  Beijinhos de Coco - Blog: Armonia Paleo

Elena: Queijadinha - Blog: Zibaldone Culinario




Morena: Bife Acebolado -  Blog: Armonia Paleo






Elena: Feijoada  - Blog: Zibaldone Culinario





Lucia: Feijoada - Blog: Tortadirose



Terry: Kibe - Blog: Crumpets & co.





Cinzia: Caipirinha - Blog: Cindystarblog


Elena: Quibebe  - Blog: Zibaldone Culinario

Pinko Pallino: Moqueca de camarao - Blog: Pinkopanino

Terry: Pào de Queijo - Blog: Crumpets & co.



Pinko Pallino: Bolinhos de bacalhau - Blog: Pinkopanino

Pinko Pallino: Pinkopào de quejo - Blog: Pinkopanino

Carla Emilia: Churrasco - Blog: Un'Arbanella di Basilico



Terry: Brigadeiros - Blog: Crumpets & co.


Cinzia: Bife Flamengo - Blog: Cindystarblog

Patrizia: Canja de galinha - Blog: La Melagranata

Patrizia: Insalata di Bahia - Blog: La Melagranata

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