domenica 18 ottobre 2015

Kaab el Ghazal - Corna di Gazella

Kaab el Ghazal - Corna di Gazella

Marocco, altra tappa dell'Abbecedario Culinario Mondiale, altra amica speciale da visitare, Patrizia che ci ha raccontato, offrendoci un magnifico tè, di una terra speciale. Come sempre da un po' le mie visite intorno al mondo sono brevi, e mi permettono solo uno sguardo fugace, brevissimo, quasi un clic fotografico, di posti che mi piacerebbe poter osservare meglio. Ma non demordo!!!! Prima o poi tornero' a godermi i miei viaggi, per ora va così. E per questa tappa il mio veloce sguardo si è posato su un dolce tipico del Marocco le "Corna di Gazzella", piccoli dolcetti di una pasta simile alla pasta frolla, ma senza zucchero, che racchiudono un cuore di pasta di mandorle profumata con acqua di fiori d'arancio. Il decoro tradizionale di questi dolcetti viene fatto con una pinza dentata (che io non ho trovato purtroppo) che li trasforma in piccoli scrigni di pasta merlettata. Devo dire che la ricetta non è stata di facile realizzazione, almeno per me, ma il risultato mi ha soddisfatta e sicuramente proverò di nuovo seguendo altri accorgimenti per migliorare il risultato finale (tra questi anche recuperare la pinza dentata originale!).

Corna di Gazzella

Kaab el Ghazal - Corna di Gazella

Ingredienti 
Pasta di mandorle
500 gr di mandorle pelate
275 gr di zucchero
60 gr di burro fuso
75 ml di acqua di fiori d'arancio
1/4 di cucchiaino da tè di cannella
un pizzico di polvere di gomma arabica (facoltativo)
Pasta frolla
375 gr di farina
1/2 cucchiaino da tè di sale
2 piccole uova
170 gr di burro fuso
4-5 cucchiai di acqua di fiori d'arancio

Kaab el Ghazal - Corna di Gazella

Preparazione
Iniziate dalla pasta di mandorle: tritate le mandorle in un tritatutto sino ad avere un composto finissimo. Aggiungete lo zucchero, il burro fuso freddo e l'acqua di fiori d'arancio e la cannella (io ho omesso la gomma arabica) Lavorate lungamente sino ad avere un composto compatto, morbido e malleabile. Formate un panetto e cominciate a preparare l'imbottitura delle "corna di gazzella": prelevate dal panetto un pezzetto di pasta, arrotolatelo e tagliate dei pezzetti della lunghezza e spessore del vostro dito indice. Sistemate i vari pezzetti su di un vassoio e, dopo aver finito, copriteli con della pellicola alimentare, lasciandoli riposare mentre preparate la pasta per l'involucro. 
Mescolate tutti gli ingredienti, lavorando sino ad amalgamarli e avere un composto mediamente compatto. Proseguite poi lavorando la pasta per almeno 30 minuti come si lavora la pasta del pane, utilizzando il palmo della mano, tirando la massa e riprendendola. Continuate così finché la pasta assumerà una consistenza elastica e morbida. A questo punto dividetela in 4-5 panetti che metterete a riposare coperti da una insalatiera di plastica. Fate riposare la pasta per almeno 30 minuti, ma anche di più. Passato questo tempo prelevate uno dei panetti e, spolverizzando appena con farina il piano di lavoro, cominciate a tirare una sfoglia sottilissima, quasi trasparente, utilizzando il mattarello. Appoggiate un paio di bastoncini di pasta di mandorle sulla sfoglia, mantenendo una distanza dal bordo esterno di circa 6-7 cm e tra di loro quella sufficiente a permettere poi di tagliare i due dolcetti. Ricoprite la pasta di mandorle con la sfoglia, sigillate bene utilizzando le dita, e con un coltellino affilato, o una rotellina dentata, tagliate i dolcetti dandogli la forma di una mezza luna. Incurvate ogni dolcetto come se voleste realizzare un "U", facendo attenzione a mantenere ben sigillati i lembi della sfoglia, in modo tale che non fuoriesca il ripieno. Continuate così fino a terminare la sfoglia e il ripieno, e facendo attenzione a riporre sotto l'insalatiera di plastica tutti i residui di sfoglia, in modo da lasciarli riposare e poterli lavorare di nuovo. E' un tipo di pasta che tende ad indurirsi e a perdere elasticità se lasciata troppo "all'aria". Una volta finiti i dolcetti, decorateli utilizzando una pinza dentata (guardate qui) io ho utilizzato un piccolo incisore per pasta di zucchero. Sistemate i dolcetti in una teglia da forno coperta di carta forno e lasciateli riposare, scoperti, per 2 ore o più. Cuocete i dolcetti un forno caldo (180°) per circa 30 minuti, senza farli dorare. Fateli raffreddare su una grata e trasferiteli in un scatola per conservarli e poterli gustare anche dopo una settimana.

Kaab el Ghazal - Corna di Gazella

sabato 26 settembre 2015

Locro de papas y queso

Locro de papas y queso

Ecuador, Quito.....l'Abbecedario Culinario Mondiale si è fermato qui, da Alessandra  padrona di casa di questa diciassettesima tappa del nostro viaggio.  Dell'Ecuador ci ha già parlato egregiamente lei, e siccome anche per questa tappa il tempo con me è assai tiranno, vi parlerò brevemente della ricetta scelta: il Locro de papas y queso.
Il Locro (dal quechua "ruqru" o "luqru") è uno stufato tipico delle popolazioni andine, probabilmente di origine pre-ispanica o pre-incaica, che  ha messo radici in altri paesi dell'America del Sud , come l'Ecuador. E' uno stufato preparato con un ingrediente base che puo' essere mais, zucca, patata al quale vengono aggiunti altri ingredienti (carne, pesce, formaggio, verdure e spezie). In Ecuador è considerato piatto nazionale e questa variante, tipica di Quito, è molto conosciuta e si serve generalmente con  fette di avocado e aji (che io ho omesso).




Locro de papas y queso
Ingredienti per 4 persone
10 patate di media grandezza
2 cucchiai di olio di oliva
1 cipolla bianca
2 denti d'aglio
2 cucchiaini di cumino
1-2 cucchiaini di achote (annatto)
7 tazze di acqua
1 tazza di latte
1 tazza di formaggio fresco tagliato a pezzettini o grattugiato
4 cucchiai di coriandolo tritato finemente
sale a gusto
per guarnire
mais tostato
avocado
formaggio fresco  sminuzzato
salsa aji

Locro de papas y queso

Preparazione
Pelate e tagliate a cubetti le patate, facendo attenzione a farli di diversa misura. In una casseruola riscaldate l'olio e aggiungete la cipolla tagliata in pezzetti piccoli, l'aglio tritato e il cumino e l'achiote (serve a dare un leggero colore rossastro...io non l'ho trovato....magari avrei potuto mettere un pizzico di zafferano!!!)  Far soffriggere dolcemente finché la cipolla non diventa lucida. Aggiungete le patate, girando e facendole stufare nel soffritto per circa 5 minuti, quindi versate l'acqua, coprite, portate a bollore e fate cuocere le patate finché non saranno tenere. A questo punto con uno schiacciapatate, schiacciate le patate cercando di lasciare piccoli pezzetti intatti. Il locro ha una consistenza densa e cremosa  ma con piccoli pezzetti di patata intatti.  Abbassate il fuoco e aggiungete il latte, mescolando bene. Salare, coprire e cucinare per altri 5-6 minuti, il tempo necessario a far amalgamare il latte con le patate. Spegnete il fuoco, versate dentro il formaggio sminuzzato e servite il locro guarnendo ogni piatto con fette di avocado, formaggio fresco sminuzzato e chicchi di mai tostato. Potete anche aggiungere la salsa aji, che è piuttosto piccante, o semplicemente del peperoncino.

Locro de papas y queso


domenica 6 settembre 2015

Saksak: gnocchi di tapioca e banana

Saksak: gnocchi di tapioca e banana

Tappa complicata questa dell'Abbecedario Culinario Mondiale.....siamo sbarcati in Papua Nuova Guinea a trovare Eloisa, nostra padrona di casa nonché deus ex machina di questa straordinania avventura. Complicata perché i piatti  tradizionali non sono tanti, e in questa terra è ancora praticato il cannibalismo. Dopo varie ricerche mi sono sperimentata con questa ricetta che a tutt'oggi è uno dei dessert tipici di questa terra. Per il mio gusto non è proprio l'ideale, perché a fine cottura la consistenza è piuttosto gommosa, ma il sapore è decisamente delicato ed è un dessert completamente senza glutine, poco dolce e leggero. 

Gnocchi di Tapioca e banana
Saksak: gnocchi di tapioca e banana

Ingredienti
2 tazze di perle di tapioca
3 banane
3 cucchiai di zucchero
1 lattina di latte di cocco

Preparazione
Mettete le perle di tapioca in una ciotola coperte d'acqua. Lasciatele giusto un paio di minuti poi eliminate l'acqua in eccesso, facendola cadere lentamente, quella che rimane servirà ad idratare bene le perle di tapioca. Tagliate a pezzetti piccoli le banane, aggiungetele alla tapioca insieme allo zucchero. Aiutandovi con le mani cominciate a lavorare il composto fino a farlo amalgamare bene, Prelevatene quindi un poco, dandogli la forma di un piccolo salsicciotto e adagiatelo su un foglio di alluminio (ci sarebbe voluta la foglia di banana, ma da queste parti è difficile se non impossibile trovarle) e chiudetelo dentro facendo un piccolo fagottino. 

Saksak: gnocchi di tapioca e banana


Procedete nello stesso modo sino a terminare il composto. Adagiate i fagottini su di una grata posizionata in una pentola con qualche dito d'acqua e fateli cuocere a bagnomaria per 20 minuti. Gli "gnocchi di tapioca" saranno cotti quando non sarà visibile neanche una puntina di bianco....devono risultare trasparenti!. Con delicatezza aprite i fagottini e adagiate gli "gnocchi di tapioca e banana" nel latte di cocco tiepido.

Saksak: gnocchi di tapioca e banana


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...