venerdì 29 novembre 2013

Los polvorones

Non non è il nome di un gruppo rock spagnolo :) è il nome di alcuni biscotti tradizionali che si preparano nelle feste natalizie. Come tutte le ricette tradizionali ne esistono mille e più versioni, legate ovviamente alle tradizioni familiari... Ho scoperto, per esempio che los polvorones erano, e sono tutt'ora, famosissimi in Uruguay, paese del mio sud-americano preferito, e che nella versione uruguaya vengono usate le uova, mentre in quella spagnola no. Ovviamente ho replicato la spagnola, scegliendo una ricetta che prevede l'uso della mantequa de cerdo (la nostra sugna) al posto della mantequilla (burro), giusto per avvicinarmi a quello che doveva essere il sapore di questi dolcetti nei tempi passati, quando il burro era ad appannaggio quasi esclusivo delle classi agiate, e quelle più povere dovevano accontentarsi di ingredienti più poveri pur di festeggiare!!! Questa è la mia seconda ricetta che dedico a Francesca per la sua tappa dell' Abbecedario accompagnata, questa volta si, da uno dei gruppi spagnoli che amo di più: Marlango, con una canzone che è tutto un programma: Lo Que Sueñas Vuela......chi sogna, vola!!!

 


Polvorones

Polvorones

Ingredienti
250 gr di farina
50 gr di mandorle tritate
210 gr di sugna (o burro)
3 gr di bicarbonato di sodio
160 gr di zucchero a velo
1/2 cucchiaino di cannella in polvere


Polvorones

Preparazione
In primo luogo tostare la farina e le mandorle tritate nel forno caldo a 160°.  Mettere la farina e le mandorle ben stese in una teglia da forno e muoverle ogni tanto per farle tostare uniformemente. Saranno necessari circa 30/40 minuti. Far raffreddare completamente la farina e le mandorle.
Mescolare la sugna con lo zucchero a velo e lavorarla fino ad ottenere una crema morbida (lo stesso se usate il burro). Aggiungete la farina, le mandorle, il bicarbonato e la cannella e lavorate il composto per circa 20 minuti. Fare una palla con la pasta ottenuta e farla riposare coperta per circa 20 minuti. Amalgamare la pasta sarà leggermente complicato, perché la caratteristica dei polvorones è la loro consistenza "terrosa". Dopo il riposo stendere la pasta su una superficie liscia a uno spessore di circa 1 cm. Tagliare i polvorones con un tagliapasta rotondo, o anche ovale, posizionarli su una teglia da forno ricoperta di carta forno e cuocere a 180° per 10-15 minuti o finché la superficie comincia a prendere colore. Quando sono pronti, ritirarli dal forno, metterli su una gratella a raffreddare e spolverizzarli, ancora caldi, con abbondante zucchero a velo.
 

Polvorones
http://abcincucina.blogspot.com.es/2012/12/benvenuti-in-europa.html



mercoledì 27 novembre 2013

Cotogna glassata

Cotogna glassata

Voi lo sapevate??? Io no e sono rimasta a bocca aperta quando mi hanno regalato questa ricettina. Ero andata alla ricerca di cotogne, volevo assolutamente rifare la cotognata. La prima sfornata non era andata a buon fine, o meglio non erano andate a buon fine le cotogne!!!!! Ne avevo comprato un paio di kg giusto per sperimentare, ma la maggior parte dei frutti, bellissimi fuori, una volta aperti erano completamente neri....per cui da poco più di due kg sono rimasta con 600 gr da trasformare in cotognata. E siccome il primo esperimento era riuscito benino, avevo deciso di rimettermi al lavoro....ma sembrava che tutte le cotogne del creato fossero misteriosamente scomparse!!!!! Chi mi conosce sa che non demordo facilmente, per cui mi sono messa alla ricerca di cotogne finché non ho trovato un piccolo fruttivendolo, nel centro antico di Salerno, che...miracolo!....le aveva e pure belle assai. Presa dall'impeto le compro quasi tutte e mi metto amabilmente a chiacchierare con i proprietari della piccola bottega. "Signo' ma mica facit' 'a cotognata? E' faticosa...." e io "Certo che la faccio....e anche la gelatina (gongolando e tirandomela anche un po' in tutta onestà..)" e lei "Eh signo' però so' sicura ca 'sta ricett' n'a cunuscite....." e gongolando lei, stavolta, mi racconta che per circa 5-6 giorni era andata al negozio una zingarella, e ogni giorno chiedeva se poteva portare via una cotogna. La signora i primi giorni gliele ha regalate, poi incuriosita, le ha chiesto se per caso con tutte quelle cotogne dovesse farci la marmellata....Ma la piccola, con aria un po' stranita le risponde: "Nooo, noi ce le mangiamo fritte nell'olio e zucchero!!!"  La fruttivendola si è fatta allora spiegare come le preparava e, così come si fa una confidenza molto privata, mi fa dono di questa ricetta. L'ho provata e.......che dire!!! un delizia da gustare così o come accompagnamento ad un buon arrosto di maiale!
Provate e poi mi direte.......................

 Cotogna glassata

Cotogna glassata

Ingredienti

Cotogne
zucchero
acqua
olio evo

Cotogna glassata


Preparazione
Sbucciate le cotogne (operazione che richiede un po' di pazienza), tagliatele in quarti, eliminate il torsolo e tagliatele a cubetti più o meno regolari. Prendete una padella capiente e adagiate le cotogne aggiungendo un paio di dita d'acqua. Mettetele sul fuoco e fatel cuocere rigirandole spesso finché l'acqua non sarà completamente evaporata (le cotogne a questo punto saranno cotte ma molto sode). Aggiungete nella padella una girata di olio evo e tre cucchiai di zucchero. Fate glassare la frutta nell'olio e zucchero fino a quando non sarà dorata, ma sempre soda. Potete gustarla così, calda o fredda, oppure servirla come accompagnamento ad un arrosto di maiale. E' deliziosa!


Cotogna glassata


Datiles, Queso y Jamon Ahumado...las tapas para el Abecedario

Eccomi in terra Spagnola felice assai assai :) mai stata in Spagna eppure, per mille infiniti motivi è come se la conoscessi, avendo sposato un sud-americano che, in dote, ha portato una buona dose di sangue "castellano". Per mia fortuna ho imparato a parlare spagnolo (che parlo meglio di come lo scrivo però) e questo mi ha permesso di immergermi in una cultura così vasta e complessa, ma affascinante. Sono quindi davvero contenta di essere arrivata da Francesca che ospita questa tappa dell' Abbecedario Culinario. Non basterebbe un blog sano per parlare di questo paese, per cui alla padrona di casa regalerò, insieme alle ricette che ho scelto di realizzare (come ho già fatto precedentemente), qualcosa che per me simboleggia la Spagna e la sua immensa e variegata cultura......e iniziamo alla grande con due interpretazioni di "Guajira"......decidete voi qual'è la più bella :)


 

E questa è la mia prima ricetta..........buon appetito! 

Tapas di datteri e formaggio



Ingredienti per 4 persone:
12 datteri grandi 
1 arancia
150 gr. formaggio caprino fresco 
(io ho usato formaggio feta, 50% capra e 50% pecora)
12 fettine sottili di speck
12 rametti di rosmarino
sale, pepe nero, succo di un limone
Procedimento:
Snocciolare i datteri, facendo attenzione a non romperli. Lavare molto bene l'arancia e tagliare delle strisce sottili dalla buccia. Tagliare il formaggio caprino fresco in 12 pezzetti. Riempire i datteri con un pezzo di caprino, due strisce di scorza d'arancia sistemata sui lati del formaggio. Finiti di riempire i datteri, procedere appoggiando il rosmarino su ogni dattero e avvolgendo ognuno con le fettine sottili di speck. Una volta terminato di preparare questi piccoli involtini, adagiarli in un ruoto unto con un filo di oli evo, e lasciarli cucinare per 10-15 min nel forno caldo (180°) fino a quando lo speck non risulta colorato. Tirarli fuori dal forno, salare, pepare e spruzzare con il succo del limone. Servire caldi. 

http://abcincucina.blogspot.com.es/2012/12/benvenuti-in-europa.html

p.s. dimenticavo.....questa ricetta l'avevo pubblicata un po' di tempo fa :)


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